Fury sale sul trono dei pesi massimi

30 Novembre 2015

Boxe, il britannico soffia il titolo all’ucraino Klitschko che lo deteneva da 10 anni

Cade re Klitschko, Fury sale sul trono dei pesi massimi. È un giovane ed esuberante colosso inglese con doti canore a detronizzare l’ucraino dopo quasi dieci anni di dominio assoluto. A 39 anni, dopo 27 difese chiuse con successo, il campione ucente ha dovuto inchinarsi al 27enne Fury.

Pur non riuscendo a metterlo al tappeto, l'inglese lo ha sconfitto ai punti (115-112, 115-112, 116-111) sul ring della Esprit Arena di Dusseldorf, in Germania, davanti a una folla di 55mila spettatori, strappandogli le corone Wba, Ibf e Wbo. Alla fine, in piena euforia, si è impadronito del microfono, e ha intonato una canzone dedicata alla moglie.

Nato a Manchester, ma di origini gitano-irlandesi, Fury si è presentato all'incontro forte di uno score immacolato (25 vittorie a 0, 18 per ko), e ha sfruttato in pieno la sua stazza - è alto 209 centimetri, dieci più di Klitschko, e pesa 117 chili - e la sua maggiore agilità per mettere in difficoltà l'esperto ucraino.

Non è stata una vittoria nettissima, ma alla fine il campione ha ammesso di aver subìto troppo l'avversario: «Mi ero preparato a dovere, ma non sono stato abbastanza veloce. Tyson è stato rapido e forte, davvero molto agile, e io non ho trovato la misura per portare i miei colpi», ha commentato prima di annunciare la volontà di ottenere presto la rivincita. Oneste valutazioni di un campione decisamente disabituato a trovarsi nella parte del perdente, visto che nel suo record di 64-4 per datare la penultima sconfitta bisogna risalire addirittura all'aprile del 2004.

Nel frattempo, l'ucraino aveva conquistato nel 2006 la corona dei massimi Ibf, nel 2008 quella Wbo e nel 2001, quella Wba. L'altra disponibile, la corona Wbc (lasciata vacante nel 2013 dal fratello di Klitschko, Vitaly, diventato sindaco di Kiev) è detenuta dallo statunitense Deontay Wilder.

Fury può essere il nuovo personaggio della boxe mondiale dopo gli anni del calmo predominio dei Klitschko. Esuberante e allegro, sfrontato nella conferenza stampa della vigilia, teatrale sul ring (più volte ha invitato il campione a farsi sotto), nel dopo match, il britannico si è fatto umile, chiedendo scusa delle «stupide frasi» espresse alla vigilia – aveva paragonato l'avversario a un paio di mutande – e, rivolgendosi con rispetto al «grande campione», lo ha ringraziato per l'incontro.

Poco prima però, ancora sul ring, si era impadronito del microfono per dedicare alla moglie I don't want to miss a thing degli Aerosmith. Una performance accettabile, ma per ora con i pugni ci sa fare meglio. Fury è l’ottavo pugile britannico nella storia a diventare campione del Mondo dei pesi massimi. Dato sfavorito 4/1 alla vigilia, il neo campione ha battuto Klitschko con una boxe elegante, misurata e in in cui ha fatto valere la sua altezza e la sua freschezza.