Gaia, è nata una stella del ciclismo

15 Febbraio 2023

La 21enne Realini seconda al Giro degli Emirati, domani alla Valenciana: «Sto realizzando i miei sogni»

PESCARA. Una nuova stella del ciclismo femminile. Le premesse sembrano esserci tutte: il secondo posto e la maglia bianca come migliore giovane al Tour degli Emirati Arabi nello scorso week end hanno consacrato Gaia Realini, 21 anni, pescarese. Adesso si trova a Barcellona, perché da domani (a domenica) correrà la Valenciana. Lo scorso fine settimana le ha cambiato la vita. «Fino a qualche anno fa sognavo di correre con Elisa Longo Borghini», racconta Gaia Realini, «adesso non solo siamo nella stessa squadra (Trek Segafredo, ndr), ma sabato l’ho anche aiutata a vincere». Sì, perché la pescarese va forte in salita. E sabato ha trascinato la più esperta Longo Borghini al successo, rivelando forza e potenza anche fuori dai confini nazionali.
La storia di Gaia Realini, a livello sportivo, è quella di un’anima inquieta. «Da piccola ho provato tutti gli sport possibili e immaginabili», racconta, «fino a quando un giorno ho preso la bicicletta e sono uscita insieme a papà. Mi è piaciuta. E così mio zio conosceva Domenico Cerasi degli Amici della Bici. Mi ha indirizzato. Ho iniziato con loro, ho fatto tutta la trafila. Due anni fa mi sono messa in evidenza al Giro d’Italia. Le tappe in montagna mi affascinano, riesco a dare il meglio. E così gli uomini della Trek mi hanno messo gli occhi addosso». Da qui il contratto (triennale) da professionista e le gare all’estero fino all’acuto di sabato scorso. «Ora corriamo in Spagna e poi tornerò a casa. Prima per riposarmi e poi per correre alcune gare in Italia». In bacheca c’è un diploma scientifico-sportivo. «Ho messo un po’ da parte gli studi per concentrarmi sul ciclismo», prosegue Gaia Realini, «sto realizzando i sogni da bambina. Il mio idolo? Marco Pantani (ieri, il 19° anniversario della morte). Un mito per me che amo le tappe in montagna. Mi è stata concessa un’occasione e voglio sfruttarla fino in fondo. Sono partita dalla gavetta, ho fatto tanti sacrifici per essere qui. Non intendo fermarmi». Ha fatto anche ciclocross, si è tolta delle soddisfazioni. E ora proprio quel tipo di preparazione risulta utile nelle tappe in salita.
Sabato la 21enne pescarese ha, infatti, piazzato una micidiale accelerazione quando mancavano sette chilometri al traguardo e ha messo in ginocchio tutte le avversarie, portandosi dietro la propria capitana. Eccezionale esordio con la nuova maglia, splendida seconda in cima alla “montagna vuota” proprio in scia alla piemontese. Che l’ha riempita di complimenti, talmente tanti da farla commuovere. «E’ un buon momento per me, sto realizzando i miei sogni. Ma so che devo restare con i piedi per terra e pedalare», le parole di Gaia Realini, «nello sport occorrono tenacia e sacrificio. Non è tanto arrivare, ma confermarsi a certi livelli. E io non ho ancora vinto nulla».
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