Galli: nel terzo tempo ci siamo disuniti

Il coach spiega la sconfitta e la necessità di gestire meglio i momenti difficili
CHIETI. «Nel terzo quarto abbiamo perso lucidità e avuto troppo fretta quando loro sono andati avanti nel punteggio. Ci siamo disuniti e dobbiamo migliorare nella gestione di quei frangenti, capendo che il collettivo e non il singolo può aiutarci a uscire dalle situazioni difficili». L'analisi di Massimo Galli parte dal terzo quarto, quello del blackout che ha permesso a Trieste di rientrare in partita.
«Dopo l'intervallo, forse ci è mancata anche un po' di energia», spiega il coach della Proger Chieti, «ma già da venti giorni ci alleniamo in situazioni difficili, cambiando sempre palestre e orari. La squadra, però, ha reagito quando ha rischiato di essere travolta ed è rientrata in partita, arrivando a -6. È chiaro che Trieste ha una profondità di roster, una fisicità e un atletismo che noi chiaramente soffriamo. Ma non dobbiamo mai dimenticarci chi siamo e dobbiamo ripartire dalle cose buone».
La Proger ha sofferto Bossi, il migliore di Trieste, che ha bombardato da ogni lato. «Nonostante mi fossi sgolato dalla panchina, non siamo stati bravi a contenerlo e lui ci ha punito», chiosa Galli, che volta pagina e pensa già alla trasferta di Jesi, «questo è un campionato difficile e ci sarà da soffrire fino alla fine. Di fronte a squadre come Trieste, che ha inserito anche Cittadini, non è facile vincere. Ora bisogna ripartire».
Mattia Venucci guarda il bicchiere mezzo pieno.«Abbiamo fatto una buona partita per larghi tratti», commenta il play toscano, «nel primo e secondo quarto, abbiamo giocato la nostra miglior pallacanestro con una difesa solida e correndo a tutto campo. Nel terzo quarto, la loro difesa ha aumentato di giri e ci hanno messi in difficoltà, trovando canestri importanti. Il nostro errore è stato quello di affrettare le giocate in fase offensiva e di concedere troppi tiri facili. Probabilmente, nell'ultimo quarto abbiamo avuto anche un calo fisico perché giocare con squadre come Trieste è molto dispendioso».
Soddisfatto Eugenio Dalmasson, che si gode la vittoria in rimonta. «Ci aspettavamo una partenza forte di Chieti», ammette il coach di Trieste, «ma la partita è cambiata nella fase finale del secondo quarto quando con Gobbato e Simioni siamo riusciti ad arrivare addosso a loro. Dopo l'intervallo lungo, abbiamo fatto una partita di intensità e di qualità difensiva diversa, che ci ha permesso di non farci più raggiungere». (g.g.)
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