Galli è l’uomo promozione: «Vincere a Chieti è speciale»

Il capitano neroverde ha vinto quattro campionati e ora mette nel mirino il quinto Domenica all’Angelini con l’Avezzano per la festa: venduti 200 biglietti in due ore
CHIETI. Uno, due, tre, quattro. «E cinque, se Dio vorrà, domenica». Guido Galli è l’uomo delle promozioni. Ha vinto quattro volte l’Eccellenza con Centobuchi, Sambenedettese, Francavilla e Castelfidardo. E ora mette nel mirino la quinta promozione in D con il Chieti che potrebbe arrivare già domenica, con due giornate d’anticipo, in caso di vittoria all’Angelini contro l’Avezzano o di pareggio se L’Aquila non vince col Capistrello. «Sarebbe la promozione più bella», ammette il 33enne attaccante neroverde, «sia perché è stato un anno difficile per il Covid sia perché ho avuto l’onore di indossare la fascia di capitano».
Dopo la partenza di Croce direzione Castelnuovo, la fascia è passata sul braccio di Galli. Il bomber a dicembre non ha ceduto alla tentazione di andare in D nonostante l’Eccellenza in quel momento fosse ferma. «Ho avute anche io diverse chiamate dalla D», spiega Galli, «ero spaventato perché non si avevano certezze sulla ripartenza dell’Eccellenza. La società, però, mi ha fatto restare tranquillo e alla fine ho preso la scelta giusta». Quella di rimanere a Chieti e di trascinare la squadra verso la D. «La nostra forza è stata il gruppo. Durante lo stop per il Covid, ci siamo allenati tutti i giorni e ci siamo uniti molto. Abbiamo trovato quell’amalgama che magari all’inizio non c’era. Lo staff tecnico è stato bravo a tenerci sul pezzo. Alla ripartenza ci siamo ritrovati con una squadra mentalizzata verso un unico obiettivo. Tutti abbiamo messo da parte gli obiettivi personali», dice il capitano del Chieti, «perché sapevamo che avevamo un’occasione troppo grande. Abbiamo remato tutti dalla stessa parte, anche chi ha giocato meno. Questo è stato il vero segreto». Anche il cambio di modulo ha dato una scossa alla squadra. «Mister Lucarelli con il 3-5-2 ha trovato la quadratura che ci ha permesso di essere micidiali in attacco e di trovare un equilibrio diverso dietro. Ma più che il modulo, è stata una questione di mentalità che ci ha dato Lucarelli perché noi attacchiamo e difendiamo in 11 e gli attaccanti sono i primi a difendere». La gara della svolta? «Quella di andata col Delfino: vincere in 10 uomini ci ha fatto prendere consapevolezza del gruppo che siamo». La partita decisiva, però, è stata quella di ritorno con L’Aquila, vinta 1-0 con gol di Rodia. «Sono partito dalla panchina perché venivo da un infortunio», dice Galli, «ma non ho sofferto perché la squadra è scesa in campo con grande tranquillità». Ora l’ultimo sforzo per la D. Domenica, all’Angelini, con l’Avezzano, davanti a mille tifosi (già venduti 207 biglietti in due ore). «Vogliamo festeggiare insieme ai nostri tifosi. Giocare senza pubblico è stato bruttissimo soprattutto per chi, come me, ha scelto di giocare in una piazza importante come Chieti». Per mettere in bacheca la quinta promozione.

