Ganz senior: «Pescara sarebbe un’ottima scelta»

8 Giugno 2017

L’ex bomber Maurizio spinge per l’arrivo in biancazzurro del figlio Simone Andrea: «Piazza calda e società ambiziosa. E le belle parole di Zeman lo hanno lusingato...»

PESCARA. Buon sangue non mente, è quasi sempre così. Di sicuro Simone Andrea Ganz, centravanti della Juventus che il Pescara ha ormai in pugno, ha dimostrato in questi primi anni di attività di avere lo stesso fiuto del gol di papà Maurizio, ex attaccante che negli anni Novanta segnava reti a grappoli con molte squadre, tra le quali l’Inter, il Milan, il Brescia e l’Atalanta. Maurizio racconta al Centro i segreti della sua carriera con la speranza di vedere a breve suo figlio alle dipendenze di Zdenek Zeman, un allenatore che nel corso degli anni ha fatto la fortuna di tantissimi attaccanti.
Ganz, sa che suo figlio potrebbe arrivare presto a Pescara?
«Sì, sono al corrente della trattativa e mi fa piacere che una società così ambiziosa stia pensando a Simone Andrea. Ha due nomi, ma per abbreviare a casa lo chiamiamo Dea, è il suo soprannome».
Ha parlato con suo figlio?
«Certamente. L’ho sentito stamattina (ieri, ndr) ed era lusingato per le parole che Zemnan ha speso nei suoi confronti».
Martedì, infatti, il boemo ha detto: «Ganz mi piace molto, anche se quest'anno è stato un po' sacrificato: per me ha grosse doti, spero di averlo a mia disposizione». Non le sembra una dichiarazione d’amore?
«Sono orgoglioso anch’io per queste frasi, proprio perché sono state dette da un grande allenatore che nella sua carriera ha fatto divertire il pubblico con un gioco spumeggiante e, soprattutto, ha valorizzato un lungo elenco di attaccanti. Siamo contenti perché di solito i tecnici non si sbilanciano, ma se Zeman ha detto quelle cose significa che le pensa davvero. Ecco perché Simone Andrea è felicissimo per gli apprezzamenti».
Quando arriverà l’ufficialità?
«Non lo so, questo aspetto compete alle società e al suo agente. Dico solo c’è fretta di chiudere. Tra poco andrà una settimana in vacanza e prima di partire vorrebbe conoscere la sua prossima destinazione. Posso ipotizzare che al massimo entro dieci giorni sapremo dove giocherà».
Lei cosa gli ha consigliato?
«Beh, essere allenati da Zeman è un piacere per tutti gli attaccanti, ma so che anche altri club come l’Ascoli, il Cesenma e il Foggia lo cercano. Per me Pescara sarebbe un’ottima scelta per prendersi quello che non ha avuto nell’ultimo campionato. Certo, è sempre un ottimo risultato conquistare una promozione con il Verona, però mio figlio è stato penalizzato dal modulo (il 4-3-3, ndr) che lo ha messo in competizione con Pazzini. Non voglio intromettermi nelle questioni tattiche e nelle scelte dei suoi tecnici, però mio figlio avrebbe potuto fare grandi cose in coppia con Pazzini. E non lo dico solo io che sono suo padre».
In effetti, nonostante lo spazio ristretto, su 21 presenze Ganz ha segnato 4 gol in altrettante gare giocate da titolare.
«Sì, ha quasi sempre risposto bene quando è stato chiamato in causa, però l’avventura a Verona ha rallentato il suo percorso di crescita che aveva iniziato a Como. Ora il suo primo desiderio è di giocare con continuità».
A Pescara sognano un nuovo re dei bomber della serie B dopo Immobile e Lapadula.
«Sarebbe bellissimo, ma Simone Andrea sa che deve guadagnarsi sul campo la stima dei compagni e dell’allenatore».
A proposito, è vero che ha detto a suo figlio di tenersi in forma per presentarsi bene al duro ritiro di Zeman?
«Non c’è stato bisogno. Da quando è finito il campionato non ha mai smesso di allenarsi. Ogni giorno fa qualcosa».
E allora è pronto per Zeman. Lei invece dove allenerà l’anno prossimo?
«Sono in attesa. Ho fatto un’esperienza in serie D nella Bustese e ora aspetto una chiamata».
Quando era un bomber spietato lei ha punito spesso anche il Pescara. Ricorda?
«È vero, però qualche volte le ho anche prese all’Adriatico. Ricordo una sconfitta per 5-4 (stagione ’95-96). Perdevamo 4-0, poi segnai una doppietta ma non bastò per tornare a casa con un risultato positivo. Anche in serie A perdemmo 2-0 contro il Pescara di Dunga e Allegri, noi eravamo allenati da Marcello Lippi. Alla fine, però, devo dire che spesso ho trovato la via del gol contro i biancazzurri».
L’auspicio è che Pescara diventi il trampolino di lancio per suo figlio.
«Me lo auguro perché è una piazza importante, calorosa e passionale. Vi racconto un retroscena. La mia carriera di calciatore prese il volo proprio dallo stadio Adriatico. Nel 1983 partecipai ad un torneo giovanile che si svolse a Pescara. C’erano il Milan, la Roma, il Bari, il Perugia e tante altre squadre. Ebbene, nel corso di quella competizione riuscii a mettermi in mostra e dopo pochi giorni mi acquistò la Sampdoria. Chissà, forse Pescara sarà ancora nel destino della mia famiglia. Di certo, se mio figlio passerà alla corte di Zeman mi vedrete spesso all’Adriatico».
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