Garcia: Napoli, vinceremo ancora

Il francese: «Umili ma ambiziosi. Obiettivo Champions». Il presidente De Laurentiis: «Osimhen resta»
NAPOLI. Da Luciano Spalletti a Rudi Garcia il passo non è breve. Ma se il buongiorno si vede dall’accoglienza ricevuta dal nuovo tecnico del Napoli all’esterno del museo di Capodimonte allora si può stare sereni. Si è goduto già il primo abbraccio con la gente l’allenatore francese scelto da De Laurentiis per la prossima stagione da campioni d’Italia. Dopo sette anni Rudi torna in Italia dalla porta princiale. «Il primo regalo è essere qui con voi a Napoli», ha detto subito Garcia nella sala delle feste del Real Museo. «Vorrei fare i complimenti al presidente, alla sua squadra che tra poco sarà la mia, per quello che hanno fatto nell’ultima stagione. Quando sono arrivato in città e ho visto tutte le bandiere e gli striscioni, mi sono reso conto che i tifosi, la città sono fieri della squadra. E l’obiettivo è far sì che questo accada anche nel futuro». Spalletti ha fatto il suo ma adesso bisogna provare a fare meglio. E Garcia ha già avuto un messaggio dalla proprietà: «De Laurentiis ha messo un’asticella bella alta. Il sogno è vincere trofei. Complimenti perché dopo 33 anni si è vinto lo scudetto, ma il Napoli deve giocare la Champions League ogni anno». Il Napoli campione, per ciò che ha fatto e per come ha giocato, può fare paura. Ma non a Garcia: «Non ho paura di niente, a parte i problemi di salute. Ho già fatto i complimenti per la stagione scorsa. Questa vittoria in campionato deve dare tanta fiducia a ognuno di loro, però quando si comincerà la nuova stagione, la preparazione, si riparte da zero. È difficile dire che senza fare sforzi, senza sudore, senza il collettivo si può arrivare a grandi traguardi. I calciatori da un lato devono dimenticare quello che hanno fatto. Questa fiducia, anzi, deve servire a rimanere umili. Ci sarà tanto lavoro da fare. Poi la rosa è ampia, c’è anche la panchina per risolvere le partite. La cosa che mi ha rassicurato è che il presidente è ambizioso. Vuol dire che se è ambizioso mi darà una squadra di qualità. E con una squadra di qualità possiamo divertire i tifosi. Le mie squadre attaccano, fanno dei gol, fanno di tutto per gestire la gara, avere il possesso palla e fare gol». Nel calcio se finiscono gli stimoli è meglio smettere. Ma Napoli può essere al tempo stesso una piazza bollente ma anche stimolante. «Darò il meglio», ha affermato il tecnico francese, «chiunque si sieda sulla panchina del Napoli, dopo uno scudetto, sa che il lavoro è arduo perché è difficile fare meglio. Ma i giocatori sanno di dover dare di più. Io non vengo qui a rivoluzionare tutto. Vediamo se la squadra somiglia nella rosa a quella dell’anno scorso, se sarà così non toccherò molto, ma qualcosa farò. Abbiamo parlato tanto di 4-3-3, ho fatto tanto bene col 4-3-3, ma ho usato anche altri moduli di gioco. Perché lo dico? Perché un allenatore deve adeguarsi alla rosa e trovare il modulo giusto. Sembra che il 4-3-3 sia perfetto per il Napoli, ma oggi ci sono analisi video, c’è uno staff che conosce i singoli, per cui la tua squadra deve saper cambiare anche modulo di gioco durante una partita. Voglio che i miei giocatori abbiano una cultura tattica importante. Il mio modulo di base è quello, il 4-3-3, ma io voglio calciatori intelligenti». Servirà continuare sulla falsa riga di Spalletti puntando anche su uomini che si conoscono. «Saremo una squadra tosta, che lotta, una squadra che può crescere. Ci sono tanti calciatori giovani che a quell’età possono migliorare. L’ho fatto in passato e lo farò anche qui. Lavorerò col mio staff affinché la squadra sia competitiva». Garcia manca da sette anni in Italia. Troverà un calcio diverso dai tempi della Roma: «Quest’anno in tutte le finali europee c’era una squadra italiana, vuol dire che il calcio italiano è tornato in alto». Infine il mercato: «Sono nel calcio da tempo, so che potrebbe accadere qualche cessione dinanzi a un’offerta importante. Ma nessun calciatore è insostituibile». Il presidente De Laurentiis ha assicurato che il capocannoniere della serie A Victor Osimhen resterà al Napoli.
Angelo Caradonna

