Gatto: «La rete è per mia mamma»

15 Gennaio 2024

L’attaccante dei teatini: «Le critiche? Sono in linea con le mie aspettative»

L’AQUILA. Un gol pesante dopo quasi quattro mesi di astinenza e una corsa sfrenata verso la tribuna per condividere la gioia con la mamma. Alessandro Gatto non segnava dal 29 settembre scorso (0-1 con il Roma City) e ha scelto il derby con L’Aquila per sbloccarsi e lasciare il segno. «Ho le spalle larghe per reggere il peso delle critiche», dice l’attaccante del Chieti, «segnare fa sempre bene perché il gol aumenta fiducia e consapevolezza, ma non dimentichiamoci che ho già fatto 5 assist. Sono in linea con le mie aspettative. Il gol ovviamente mi mancava e sono contento di essere tornato a esultare insieme ai nostri tifosi». La dedica è speciale. «La mia esultanza sotto la tribuna non era un gesto provocatorio nei confronti del pubblico aquilano», spiega Gatto. «C’era mia mamma lì e ho alzato il dito per indicare lei e dedicarle il gol». Sulla partita il numero 10 del Chieti non ha dubbi. «Il pari è il risultato più giusto. Nel primo tempo L’Aquila ha fatto qualcosina in più. Noi l’abbiamo approcciata bene, ma abbiamo avuto troppo timore e preso gol su una grande giocata di Banegas. Ancora una volta, però, abbiamo dimostrato di essere una squadra di carattere. Approcciare il secondo tempo in quella maniera, in uno stadio così importante e con un pubblico del genere, non è da tutti. Ci prendiamo il punto e andiamo avanti». I cambi di Iezzo sono stati decisivi: assist di Castellano e gol di Gatto, entrambi subentrati dalla panchina, ma soprattutto il cambio di modulo nella ripresa con il passaggio al 4-2-3-1. Un sistema di gioco che ha portato Gatto a giocare più vicino alla porta e a sfruttare meglio le sue qualità. «È stata un’intuizione del mister a gara in corso perché loro si erano schiacciati e lasciavamo spazi in mezzo. Serviva chi dava superiorità numerica tra le linee. È stato bravo anche Castellano a darmi una grande palla». Mercoledì all’Angelini c’è il recupero con l’Atletico Ascoli. «Siamo obbligati a vincere», conclude Gatto, «per noi è come una finalissima perché il Campobasso viaggia ad una velocità importante e noi siamo obbligati a fare bottino pieno per tenere il passo. Ci faremo trovare pronti». (g.g.)
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