Gattuso contro Montella: la Champions è possibile

Il tecnico rossonero schiera dall’inizio Bakayoko dopo lo screzio di lunedì sera e sfida l’allenatore che ha sostituito: «La nostra non è una stagione deludente»
CARNAGO (VARESE). Il treno che dalla stazione di Gallarate - a pochi passi dalla residenza di Gattuso - porta a Santa Maria Novella è metaforicamente anche l'ultimo per il quarto posto, nonostante il tecnico resti convinto che la qualificazione in Champions League sia «ancora possibile» e che il Milan possa «vincerle tutte». I tre punti di ritardo a tre giornate dal termine non spaventano Gattuso, memore delle pazzesche rimonte di Liverpool e Tottenham. Il successo con il Bologna, segnato dall'ennesimo episodio con protagonista Bakayoko («Con lui ho chiarito, non porto rancore») che ha fatto passare in secondo piano il risultato (ma il caso è chiuso e il francese sarà titolare), e la fiducia incassata dal presidente Scaroni («Non mi piacciono le carezze, io preferisco stare dove c'è bordello e aria tesa») hanno rinvigorito Gattuso, apparso più tranquillo, ma sempre pronto a replicare alle critiche: «Qualcuno vuol far passare questa stagione per deludente, ma siamo davanti alla Lazio e pari alla Roma. A inizio stagione nessuno se lo aspettava. Ci giocheremo fino all'ultimo qualcosa di importante, noi dobbiamo fare il nostro e poi vedremo». A partire dalla trasferta di Firenze, questa sera alle ore 20,30 (diretta tv su Dazn) sebbene lo stadio Franchi sia tradizionalmente ostico al Milan: «Non vinciamo dal 2014, nessuno regala nulla. Vale per noi, vale per l'Atalanta con il Genoa che si gioca la salvezza. La Fiorentina non vince da tanto tempo ma crea grandi pericoli, ha grandi giocatori davanti, servirà una grandissima partita. È una squadra che può creare problemi ma noi possiamo crearne altrettanti. Piatek non segna più? Deve continuare a mettere la sua rabbia a disposizione della squadra». Avversario sarà l'agguerrito Montella che dopo l'esonero - proprio a favore di Gattuso - ha riservato diverse frecciate verso il Milan e il suo successore, colpevole di aver puntato il dito sulla condizione della squadra nella passata stagione: Gattuso dribbla le polemiche e rimarca «la stima» per Montella, «allenatore giovane ma con molta esperienza». Gattuso, però, non vuole perdersi in chiacchiere e resta concentrato sulla squadra: «In settimana ho ricevuto dei segnali positivi. Io posso mettere la mano sul fuoco che tutti hanno messo il bene del Milan davanti a tutto. Potevano svaccare più volte e non l'hanno mai fatto, siamo sempre usciti fuori da situazioni difficili». A centrocampo è emergenza: Biglia è convocato ma non disponibile, Paquetà è squalificato. «La nostra forza», lo slogan di Gattuso, «sono spesso stati coloro che hanno giocato meno». Serviranno anche loro, da Abate a Mauri, fino a Borini, per afferrare l'ultimo treno verso la Champions. Poi, probabilmente sarà divorzio, magari a beneficio di Eusebio Di Francesco o chi per lui, ma Gattuso vuole lasciare il Milan in Champions e per riuscirci stasera deve vincere.
Angelo Caradonna

