Gattuso punta su Higuain Allegri con Mandzukic

Il bianconero è stizzito: «Appena un ko e sento già tante chiacchiere»
MILANO. Come se non bastasse l'emergenza infortuni, ci si è messo anche il raffreddore a tormentare Rino Gattuso. «Perché faccio il figo senza il giaccone in panchina», ha ammesso l'allenatore del Milan, che fra sorrisi e battute, come al suo solito, cerca di allontanare alibi e tensioni alla vigilia della sfida di questa sera (ore 20,30) contro la Juventus, «una squadra di un altro pianeta, la più forte d'Europa assieme al Barcellona». Per Gattuso è difficile prevedere le mosse di Allegri, suo capitano prima, allenatore poi, e ora rivale, che a maggio lo ha sorpreso nella finale di coppa Italia: «La Juve non era in un bel periodo e ci schiacciò». «Ha giocatori che danno la sensazione di non sudare nemmeno, e Cristiano Ronaldo ha dato più mentalità e tecnica. Con tutti i problemi che abbiamo, ce la giochiamo a testa alta. Nel calcio può succedere di tutto. Stringiamo i denti e guardiamo avanti, gli alibi non portano da nessuna parte» è il ragionamento di Gattuso che almeno ha recuperato Higuain, pronto a stringere i denti per affrontare la sua ex squadra. L'argentino dovrà «stare tranquillo e godersi la partita con tutta la squadra, da solo può fare ben poco», ha raccomandato l'allenatore, che solo a poche ore dalla partita scioglierà gli ultimi dubbi, anche se non restano tante alternative per i ko di Musacchio, Biglia, Caldara e Bonaventura nonché gli acciacchi di Cutrone (al suo posto dovrebbe giocare Castillejo) e Calhanoglu. Incidenti a catena che costringono ad agire sul mercato, anche se Gattuso sul tema è sempre ermetico: «La società farà qualcosa, come in estate, quando ero il terzultimo a sapere. Ma è giusto così, io devo perdere le energie ad allenare la squadra». Che intanto ha reagito. «Gli infortuni l'hanno ricompattata, vedo lo spirito che mi piace, fra i giocatori non c'è preoccupazione ma coesione», ha raccontato l'ex mediano che nel 2007 innervosì non poco Ronaldo con una marcatura asfissiante. «Era un campione, bisognava fargli sentire del duro. Per qualche fallo di troppo gli ho chiesto scusa. Adesso è più maturo, fa meno tocchetti. Per la sua età ha un motorino nelle gambe, e muscoli incredibili», ha detto Gattuso, che vede anche altre insidie. «Ronaldo va marcato di reparto, mentre Bonucci è l'unico a cui mettere l'uomo addosso in fase di impostazione», ha spiegato l'allenatore, pronto ad accogliere il difensore a San Siro in maniera decisamente più calorosa rispetto a gran parte dei tifosi: «Ci ha dato tanto ed è anche merito suo se sono migliorato di carattere, quando sbroccavo e mi si chiudeva la vena mi è stato vicino». E con il suo temperamento Gattuso non se la sente di giudicare il gesto di Mourinho ai tifosi juventini: «In carriera ho fatto di peggio, ma il leone che dorme non va disturbato».
Qui Juve. Alla vigilia della sfida del Meazza si parla sempre del ko contro il Manchester United. «Per noi è stata la prima sconfitta da aprile e sento già dire un sacco di cose...», ironizza Allegri. Per lui l'imprevisto ko è stato figlio solo «dell'emotività. Il pareggio ci sembrava già ingiustizia per come era andata la partita, così siamo stati poco lucidi e, per cercare di ritornare in vantaggio, non abbiamo capito il momento della partita». A San Siro la capolista vuole fare riparlare di sé in positivo: «Dopo la sconfitta con il Manchester ci siamo rimasti male, ma più che di reagire c'è bisogno di continuare a fare come abbiamo fatto finora. È vero che rispetto all'anno scorso abbiamo segnato 7 gol in meno, 24 contro 31, ma a fine 2017 nel conto c'era finito il 6-2 di Udine. E nel parallelo tra le due stagioni ci sono anche i due gol subiti in meno. Quello che dobbiamo cercare di fare è di chiudere le partite: per le vittorie che abbiamo ottenuto sono troppi pochi i minuti passati con il doppio vantaggio».
La Juve ritrova da avversario Higuain: «Il Milan», dice Allegri, «ha fatto un bell'affare a prenderlo. Gonzalo è uno dei migliori centravanti al mondo ed è stato determinante in molte nostre vittorie, alla Juve ha dato tantissimo. Sarà avvelenato? No, credo che semplicemente giocherà una partita da ex». E una serata da ex sarà anche per Bonucci, per un anno solo in rossonero e protagonista di un ritorno alla base bianconera non gradito da tutti, almeno nei primi mesi: «Penso che giocherà», rivela Allegri, «ma lui non ha bisogno di consigli da me». Probabile il rientro di Mandzukic. Sono disponibili Douglas Costa e Bernardeschi, l'unica inamovibile è, ovviamente, CR7.

