Gaudenzi: «Pescara troppo timoroso, la squadra non ha il volto del boemo»

PESCARA. «Undici Gaudenzi, noi vogliamo undici Gaudenzi» cantavano i tifosi della curva Nord circa trenta anni fa. L’ex calciatore del Pescara, determinato e generoso, sapeva interpretare bene il...
PESCARA. «Undici Gaudenzi, noi vogliamo undici Gaudenzi» cantavano i tifosi della curva Nord circa trenta anni fa. L’ex calciatore del Pescara, determinato e generoso, sapeva interpretare bene il calcio sbarazzino di Giovanni Galeone che, su ogni campo, sia in A che in B giocava a viso aperto anche contro avversari molto più forti. Gianluca è rimasto legato al Delfino e segue con interesse l’undici di Zdenek Zeman. «Non mi aspettavo questa involuzione dopo un avvio discreto», afferma Gaudenzi. «È vero, ci sono stati alti e bassi, ma tutto lasciava presagire un miglioramento. Al contrario, la situazione è peggiorata e non è semplice capire perché in campo non sia ancora chiara l’impronta dell’allenatore. Le squadre di Zeman hanno sempre avuto un atteggiamento garibaldino, mentre il Pescara attuale è ancora indecifrabile. In questa fase sta facendo fatica a creare occasioni. E anche i gol presi nelle prime giornate non erano causati da una tattica troppo offensiva. Di solito le compagini del boemo creano e segnano tanto. E spesso concedono praterie agli avversari, invece le reti incassate finora mi sono sembrate una conseguenza di errori dei singoli perché i biancazzurri non si sbilanciano affatto in avanti».
Forse le caratteristiche dei calciatori non si sposano con la filosofia del tecnico. «Non saprei, però credo che i ragazzi abbiano perso un po’ di fiducia. Giocano con l’assillo del risultato e senza la spensieratezza necessaria per praticare il calcio di Zeman. A me sembra assurdo, solo lo sguardo del boemo dovrebbe bastare per scuotere il gruppo e convincerlo a seguirlo. Anche noi con Galeone abbiamo vissuto periodi negativi, ma in campo l’atteggiamento non è mai cambiato. Il nostro Pescara ha continuato a giocarsela a viso aperto sempre e contro chiunque».
A questo punto servirebbe una sterzata. «Bisogna fare blocco nello spogliatoio e credere nella filosofia dell’allenatore. Ad oggi questa non è una squadra di Zeman, però è indispensabile capire se potrà diventarlo. Altrimenti che significato ha avere il boemo in panchina? Guardate il Foggia di Stroppa, quella è una squadra che ha una palese impronta del suo tecnico». Gaudenzi, oltre 100 gare col Delfino dall’86 all’’88 e dal ’93 al ’95 con una promozione in A, terminata la carriera di calciatore, ha allenato per qualche anno in C. Nel 2007 è stato tecnico della Pro Vercelli. «Sabato non sarà una passeggiata. La Pro ha buoni giocatori ed è in netta ripresa. Mi auguro che il Pescara vinca. La B è straordinaria perché con due o tre vittorie di fila possono cambiare l’umore dei tifosi e il corso della stagione. E il Delfino ha i mezzi per riuscirci».(g.t.)
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