Gavazzi: L’Aquila? Sconfitta di tutti

Rugby, il presidente della Fir in città: «La rinuncia alla serie A dell’Unione è una cosa molto triste»
L’AQUILA. «La mancata partecipazione dell’Unione Rugby L’Aquila alla serie A è una sconfitta per tutti». Ad affermarlo è stato il presidente della Fir Alfredo Gavazzi, ieri all’Aquila per partecipare a un incontro con i rappresentanti delle società di rugby abruzzesi tenutosi nella sede del comitato provinciale del Coni. La visita del numero uno della federazione, per una singolare coincidenza, è arrivata proprio il giorno successivo all’ufficializzazione della messa in liquidazione dell’Unione per la mancata ricapitalizzazione della società a seguito di una perdita d’esercizio di 49mila euro.
Un fallimento causato, più che dal debito in sé, tutto sommato modesto, da dissidi e incomprensioni interne e, soprattutto, dalla mancanza di sponsorizzazioni importanti, in grado di coprire i costi della prossima stagione. La scomparsa dell’Unione, che era nata appena un anno fa dalla decisione di quattro società - Polisportiva, Gran Sasso Rugby, Vecchie Fiamme e L’Aquila Nerovederde – di mettersi insieme, lascerà, per la prima volta dopo 50 anni, il capoluogo di regione senza una squadra a rappresentarla in un campionato di vertice.
Era il 1964, infatti, quando l’allora Polisportiva, dopo essersi piazzata 11ª, venne retrocessa in serie B. Il calvario della serie cadetta durò solo una stagione. L’anno successivo L’Aquila era di nuovo in serie A (all’epoca la più alta categoria esistente) e tre anni dopo, nel 1967, arrivò a vincere il primo dei suoi cinque scudetti. «È una cosa molto triste. Quando una piazza storica come L’Aquila scompare è una sconfitta per tutto il movimento», ha dichiarato Gavazzi. «Auspico che la città possa risollevarsi presto, la federazione, per quello che può fare, è pronta a dare una mano e a fornire un aiuto, ovviamente senza che ciò possa danneggiare le altre società».
Quello dell’Unione - il cui titolo sportivo, ha annunciato ufficialmente Gavazzi ieri, andrà al Civitavecchia Rugby - è il terzo fallimento societario in cinque anni, dopo quelli dell’Aquila Rugby 1936 e dell’Aquila Rugby Club. Sarebbe un errore, tuttavia, parlare tout court di morte del rugby all’Aquila. Malgrado tutto, le basi per ricostruire ci sono, grazie all’esistenza di altre società che hanno costruito, in questi anni, progetti solidi e lungimiranti e a un movimento giovanile florido. La Polisportiva ha già annunciato che ripartirà dalla C1 e dal suo fiore all'occhiello, l'Under 18 élite, che già esordito vincendo in trasferta contro Benevento. Ci sono poi la Rugby Experience, con il suo floridissimo settore giovanile, e il Paganica Rugby, che disputerà il campionato nazionale di serie B. Gavazzi, che dopo l’incontro al Coni si è unito a una conviviale svoltasi proprio nella club house del Paganica, ha fatto anche un bilancio della spedizione azzurra ai mondiali di rugby in corso in Giappone: «Se guardiamo ai numeri, è stata la spedizione migliore di sempre. Abbiamo chiuso con 12 punti e con un attivo di +20. Ma tutto ciò non conta se poi non ci qualifichiamo».
Roberto Ciuffini
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