Gelsi: annata storta, ma il Pescara ripartirà alla grande

24 Maggio 2018

«È stato un campionato negativo e i primi a soffrire  per il cattivo rendimento sono gli stessi dirigenti»

PESCARA. In pochi conoscono come lui il Pescara e la serie B. Michele Gelsi, pescarese d’adozione, ha giocato 333 partite con la maglia biancazzurra e, in totale, ha collezionato 335 presenze nel campionato cadetto. L’ex capitano del Delfino è reduce dall’avventura in Eccellenza alla guida del San Salvo, dove, nonostante il buon lavoro svolto, non è riuscito ad evitare la retrocessione in Promozione. Quando la società ha deciso di affidargli la squadra, la situazione era già critica, ma lui ha accettato la proposta inseguendo invano una salvezza che sarebbe stata miracolosa. «A me piacciono le sfide», afferma l’allenatore nato a Portoferraio, «perciò ho detto sì senza alcuna esitazione. Abbiamo disputato un buonissimo finale di stagione, purtroppo non è bastato per raggiungere la salvezza. E nelle ultime due gare qualcuno non ha fatto il proprio dovere».
Come sempre, Gelsi ha seguito con grande interesse il cammino del Pescara che ha deluso le aspettative. «È stata un’annata storta e i primi a soffrire per il rendimento sono gli stessi dirigenti. Alla vigilia del campionato l’obiettivo era quello di entrare dalle prime otto, invece la salvezza è arrivata solo all’ultima giornata. All’inizio la squadra con Zemna ha giocato bene, anche se ha buttato via punti importanti facendosi rimontare. Poi, però, gli avversari hanno preso le misure imparando ad affrontarla e non è stato trovato un piano B». Dopo la sfortunata parentesi di Massimo Epifani è arrivato Bepi Pillon. «Pillon ha svolto un buon lavoro. È riuscito ad entrare nella testa dei calciatori e si è visto un Pescara decisamente migliore rispetto al passato. Ora la dirigenza si trova davanti a un bivio. Deve scegliere se puntare sull’esperienza di Pillon oppure affidarsi a un tecnico giovane. Di sicuro la seconda ipotesi rappresenta un’incognita, ma tocca ai dirigenti scegliere».
L’ambiente, però, è in fibrillazione e negli ultimi tempi ci sono state anche feroci critiche. «Pescara è una città che ti dà e ti toglie. Ti fa sentire un giocatore importante. Mi viene da ridere quando sento che dalle tribune si sentono fischi o robe del genere. Se uno non sa sopportare queste situazioni non può fare il calciatore professionista. Quelli che si fanno condizionare da simili circostanze dovrebbero giocare al parco, non in B o in A».
Comunque sia, secondo Gelsi, il Delfino aveva tutte le carte in regola per centrare i play off. «Il campionato di B è molto livellato. Servono programmazione e organizzazione per fare bella figura. Forse, a gennaio, dopo la partenza di Ganz andava preso un attaccante già affermato. Pettinari ha fatto un grande girone di andata, poi è calato. Cocco non stava bene e Bunino è un giovane che deve crescere. In ogni caso, l’unica certezza è che la società ripartirà con grandi ambizioni. Pescara merita la serie A, questa piazza non ha nulla da invidiare a Crotone, Empoli, Spal e via discorrendo».(g.t.)
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