Generazione Tokyo La meglio gioventù ha 4 anni per sognare

23 Agosto 2016

Da Giannelli a Basile, da Chamizo a Rossetti ai nuotatori Ecco i baby talenti che potranno farci palpitare nel 2020

Millequattrocentosessanta giorni ci dividono da Tokyo. Tantissimi e pochissimi. Tantissimi, perchè l’insauribile miniera italiana dello sport ci può regalare pepite d’oro che non conosciamo. Pochissimi, per i nostri ragazzi appena tornati da Rio, alcuni con una medaglia al collo, altri con una delusione, altri ancora con significativi miglioramenti nel loro percorso di crescita.

Generazione Tokyo, ci siamo. Eccome se ci siamo. L’Italia dei giovani leoni guarda avanti, ragazzi nati negli anni Novanta che nel paese del Sol Levante possono fare la differenza e aiutarci a scalare altre posizioni nel G10 dello sport mondiale.

Ragazzi che hanno il volto di Fabio Basile, classe 1995, meraviglioso e inatteso oro nel judo. Uno che non doveva nemmeno esserci e che ha vinto la medaglia dell’incoscienza. In Giappone avrà 25 anni e partirà da favorito, stavolta non potrà nascondersi, sul tatami avrà addosso gli occhi del mondo : ma uno con la sua faccia tosta può anche regalarci il bis come Odette Giuffrida, ventunenne romana che si è fermata all’argento: ci riproverà.

Restando sul tappetinom Frank Chamizo, grintosissimo italo-cubano, 24 anni, arriverà a Tokyo come un Tir pieno di rabbia dopo il bronzo di Rio e una decisione arbitrale che proprio non ha digerito. Della generazione Tokyo farà parte anche Irma Testa, guerriera del ring, soltanto 18 anni, che il Brasile ha palesato grandi lampi e comprensibili pause da teenager: crescerà. Gabriele Rossetti da Pontebuggianese di Olimpiadi da protaginista, beato lui, potrà viverne sei o sette: a 21 anni ha portato via l’oro nello skeet, sarà dura buttarlo giù dal trono.

Anche in piscina, a Tokyo 2020, saremo protagonisti: Gregorio Paltrinieri e Gabriele Detti, i due cavalieri del mezzofondo, avranno 26 anni, l’età della maturità. E dietro di loro potranno crescere Carli, Franceschi, Toniato, Trombetti solo per citarne alcune: magari il vuoto lasciato dalla Pellegrini non sarà così angosciante.

La medaglia negli occhi, in questi quattro anni, l’avranno anche le ragazze del tiro con l’arco: Guendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari hanno 20 anni di media e sono arrivate quarte, si può solo fare meglio, come il quartetto dell’inseguimento del ciclismo su pista: Filippo Ganna, Simone Consonni, Liam Bertazzo e Francesco Lamon hanno imparato tanto dai grandi avversari e ora hanno quattro anni per imparare tutti i trucchi sull’anello di Montichiari. Sulle pedane della scherma non rivredremo più i vecchi draghi, ma gente come Martina Batini ed Edoardo Luperi sono già pronti all’uso, al pari del ginnasta diciannovenne Ludovico Edalli.

Lorenzo Giannelli, 20 anni,sarà il faro della nazionale di pallavolo che verrà, Egonu e magari Diouf di quella femminile, mentre nella pallanuoto tutto è destinato a cambiare come in ogni ciclo olimpico. E carte pesanti potremo giocarle nel canottaggio, con il quattro senza e il due senza, doppio bronzo a Rio, dall’età ancora verdissima e dunque il grado di crescere esponenzialmente. Questo il materiale umano, tanto e di pregio, che il nostro sport metterà a disposizione dei tecnici federali.

A livello di maestri e di coach, non è un mistero, l’Italia rappresenta l’eccellenza mondiale. Ecco perchè nel medagliere di Tokyo, ci scommettiamo, non saremo più noni.

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