Ghilardi: difesa e aggressività per cullare il sogno delle Panthers

ROSETO. L’altra faccia del basket a Roseto ha un sorriso smagliante. Non soltanto per le vittorie che arrivano copiose e per il conseguente primato in classifica. No, c’è di più. A rendere orgogliose...
ROSETO. L’altra faccia del basket a Roseto ha un sorriso smagliante. Non soltanto per le vittorie che arrivano copiose e per il conseguente primato in classifica. No, c’è di più. A rendere orgogliose le Panthers Roseto (sponsorizzate Baia del Re) ci sono le 700 persone che domenica scorsa erano sugli spalti del PalaMaggetti a sostenerli nello scontro al vertice contro il San Raffaele Roma. Un altro successo che ha proiettato le rosetane al primo posto solitario nella serie B di pallacanestro femminile. Tanta gente non ne avevano mai viste. Adesso viaggiano sulle ali dell’entusiasmo e domani (ore 18,30) affronteranno, sempre in casa, l’Esquilino, altra formazione di alta classifica. Potrebbe arrivare un altro scatto per un campionato di vertice che sta andando oltre ogni più rosea previsione. «L’unica cosa certa è che non siamo partiti per conquistare la serie A2. Sono altri i club che hanno iniziato con questo obiettivo», sostiene Franco Ghilardo, il coach ortonese trapiantato a Roseto per la sesta stagione alla guida delle Panthers. «Il gruppo è buono, già l’anno scorso aveva fatto bene. Nel frattempo, è andata via una ragazza, De Giovanni, nazionale under 20, finita in serie A a Bolzano. Abbiamo inserito, tra le altre, Servadio, Lucenti e Pallotta. Siamo partiti per fare un buon campionato in un girone diverso da quello dell’anno scorso. Diverso e più competitivo sul piano della qualità. Una gara dietro l’altra, sulle ali dell’entusiasmo siamo arrivati alle 700 persone che sono venute a vederci domenica».
Alla lunga vince il progetto visto che è alla guida delle Panthers per il sesto anno. «Il progetto non è solo la prima squadra, perché abbiamo puntato sul vivaio e un po’ alla volta stiamo raccogliendo i frutti di tanta semina. Siamo diventati un punto di riferimento del movimento in tutta la regione. A livello giovanile nella passata stagione abbiamo conquistato cinque titoli regionali».
Quali sono gli orizzonti di questa squadra? «Giocare partita dopo partita puntando al massimo in ogni occasione. Al termine della stagione regolare ci sono i play off. Le prime otto si scontrano tra di loro andata e ritorno. In caso di parità conterà la differenza punti. Poi le quattro vincenti faranno una final four da cui due squadre prenderanno il pass per ulteriori spareggi visto che saranno solo quattro le squadre che andranno in A2. Il cammino è lungo. Non ci poniamo limiti e cercheremo di vivere anche sulle ali dell’entusiasmo».
Che tipo di pallacanestro predilige la squadra? «Abbiamo la migliore difesa del girone e questa la dice lunga. Poi, siamo camaleontici, nel senso che cerchiamo anche di giocare sulle avversarie, sfruttando i loro punti deboli. E comunque l’imperativo è correre e andare dritte al tiro».
Si fa un gran parlare della Rospo? «Ha enormi qualità, ma è giovane e quindi incline ad alti e bassi. Ha bisogno di farsi le ossa. Io comunque non bado alla carta d’identità, non mi faccio problemi».
Il livello del basket femminile in Abruzzo? «Siamo indietro», la risposta schietta di Franco Ghilardi che è anche referente tecnico territoriale, «il problema è che poche ragazze giocano a pallacanestro, anche se devo dire che ci sono dei segnali di risveglio. Un paio di club che hanno riaperto le porte alla pallacanestro femminile, chissà potrebbe essere un’inversione di tendenza…». Nel frattempo le Panthers sono libere di sognare in una città che mangia pane e pallacanestro.
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