Gialloreto non si nasconde: «Teate da play off»

Il capitano tornato a Chieti: San Severo favorito, poi noi e altri club. Questa maglia è la mia seconda pelle
«Qualcosa di più di una maglia. In pratica, una seconda pelle». Parola di Fabrizio Gialloreto, trentuno anni appena compiuti, capitano di una Teate Basket pronta alle prime verifiche. «Ho messo addosso i colori biancorossi a quattro anni nel minibasket di Cesidio Di Masso. La trafila nelle giovanili, due stagioni a Siena con la conquista di un tricolore juniores, e, al mio ritorno a Chieti, l’inizio di quella scalata, con l’arrivo del presidente Di Cosmo, verso il basket di un certo livello». Quello che era mancato per diversi anni. «In famiglia avevo sempre sentito parlare di un periodo memorabile della pallacanestro cittadina e ho quindi vissuto tutte le tappe verso la serie A2 in un crescendo di entusiasmo assieme a compagni del calibro di Rajola, leader in campo e fuori, Feliciangeli, De Ambrosi, Raschi, talentuoso e sempre utile al momento opportuno, Capone, Rossi, forse il centro più forte con il quale ho giocato, ed altri ancora».
Ricordi indelebili e un paio di vittorie, proprio con coach Sorgentone in panchina, che Fabrizio ha ancora ben impresse nella mente. «Uno spareggio al PalaSantafilomena con il Fabriano in una autentica bolgia e gara-5 a Mantova di un play-out che risultò determinante per l’accesso in A2. Si iniziò con un 10-0 per i padroni di casa e il time-out chiamato da Sorgentone fu di quelli davvero difficili da dimenticare. Di un tecnico così è inutile parlare, se ha vinto tredici campionati un motivo ci sarà. Con lui ho vissuto anche una positiva esperienza ad Ortona e sapere che tornava a Chieti per sostenere questo nuovo progetto è stato un motivo in più, al di là dell’aspetto passionale, per accettare la proposta della società».
Domani la prima uscita a Roseto, nel fine settimana il debutto al PalaTricalle in un quadrangolare con Palestrina, Salerno e Cesena. «Sarà comunque presto per fare previsioni», continua Gialloreto, protagonista nello scorso campionato di serie B di un’ottima stagione impreziosita da uno strepitoso 94/99 nei tiri liberi, «ma credo, in ogni caso, che sia stato allestito un organico valido. Quattro giocatori che hanno una lunga esperienza di questo torneo come me, Gueye, Di Carmine e Di Emidio, due elementi già abbastanza esperti ma con interessanti margini di miglioramento come Ponziani e Staffieri e altri due, ovvero Meluzzi e Mijalovic, che non possono essere considerati semplici under potendo garantire minutaggi importanti».
Dalla lunga distanza, per uno specialista nel tiro da tre punti, una previsione sull’intero campionato cadetto. «Nel nostro girone, il San Severo è sicuramente favorito, poi un gruppo sullo stesso livello tra cui noi e lo stesso Pescara. Pensiamo ai play off e agli incroci con formazioni del raggruppamento D dove Caserta, Napoli e Palestrina sembra abbiano messo assieme roster importanti. Ma, prima del giro di boa, non si può dire niente e credo che, nelle sfide decisive, finisce per prevalere chi non ha, fino a quel punto, sprecato troppe energie fisiche e nervose».
Giuseppe Rendine
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