Giampaolo: un paio di ritocchi per i play off

Il tecnico della Recanatese idolo della Nord in biancazzurro e protagonista in A con la Salernitana
PESCARA. Un paio di ritocchi per centrare i play off. La convinzione dei dirigenti del Pescara è la stessa di Federico Giampaolo.
L’ex fantasista del Delfino, uno dei calciatori più amati dai tifosi che lo ribattezzarono “Re Federico”, allena la Recanatese (serie «D/F), ma continua a seguire il suo vecchio club. «In estate è stata costruita una buona rosa», afferma Giampaolo, «ora, a causa dell’infortunio di Tumminello, serve un centravanti per puntare agli spareggi promozione. Ormai in ogni categoria le squadre sono organizzatissime e la presenza di un bomber è indispensabile per vincere. Poi bisogna aggiungere un difensore centrale, mentre il centrocampo è a posto». Tra i possibili arrivi in attacco figurano Trotta, Moreo, Melchiorri, Ciofani e Pettinari. «Sono profili interessanti, però non conosco il budget a disposizione della società per ingaggiare la punta».
Dopo un girone di andata chiuso con 26 punti, nella seconda parte del torneo sarà fondamentale alzare la media. «Finora il Pescara ha avuto un rendimento altalenante, nel girone di ritorno bisognerà trovare gli equilibri giusti». Zauri ha subìto critiche per aver utilizzato troppi moduli: cinque in 19 partite. «Cambiare spesso racchiude molte insidie. È già difficile lavorare su due sistemi di gioco, figuriamoci su cinque; però avrà avuto le sue ragioni. Sono d’accordo con Luciano quando dice che non bisogna essere schiavi dei moduli. Aggiungerei che se hai calciatori dotati di forte personalità e intelligenza tattica è possibile cambiare spesso, altrimenti diventa complicato. Il rischio è che la squadra perda certezze». Il 3 marzo Giampaolo compirà 50 anni. In riva all’Adriatico segnò 65 gol in 257 partite (dal ’94 al ’97, dal ’99 al 2001 e dal 2002 al 2005) e nella storia del Delfino è tuttora il secondo bomber più prolifico dopo l’indimenticato Mario Tontodonati (120 reti tra il '40 e il '59). Domenica all’Adriatico arriverà la Salernitana, squadra in cui militò nel 1998-99 in A con Delio Rossi in panchina, poi sostituito da Franco Oddo che sfiorò una miracolosa salvezza. «Retrocedemmo per un solo punto dopo una rimonta entusiasmante. Salerno e Pescara sono ambienti simili e la Salernitana attuale somiglia al Delfino di Zauri, sono due squadre in cerca di una precisa identità che però hanno i mezzi per andare ai play off». Giuliese doc, Giampaolo iniziò la carriera di allenatore a Noicattaro, poi passò alla Primavera del Bari nella quale c’era Cristian Galano. «Alla vigilia del campionato avevo detto che avrebbe dovuto sfruttare la chance a Pescara. Mi sembra che stia facendo ottime cose, sono contento per lui perché è un bravo ragazzo. Ha l’età giusta per fare il definitivo salto di qualità. Galano è introverso, va coccolato. Zauri è stato bravo a schierarlo trequartista e a trasmettergli fiducia». Nel 2013-14 Giampaolo guidò la Primavera del Pescara, prima dell’esperienza all’Andria (in C) come vice di Luca D’Angelo. «Sono felice per Luca, sta andando bene a Pisa. Se lo merita perché, oltre ad essere un tecnico preparato, è una persona splendida». Dopo due stagioni all’Avezzano, l’allenatore di Giulianova guida la Recanatese, terza nel girone F della serie D alle spalle di Notaresco e Matelica. «È una bella lotta per il primo posto, aggiungerei anche il Campobasso senza sottovalutare il Pineto e la Vastese». Infine, l’elogio all’ex biancazzurro Marco Sansovini, ora bomber del Notaresco. «A 40 anni fa la differenza. Nonostante giochi nel nostro girone, sono felicissimo per lui. Ha portato esperienza contribuendo alla crescita di molti suoi compagni, Sansovini è un professionista esemplare». (g.t.)
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