Giampaolo: vincere per il Milan Di Francesco: non è gara della vita

CARNAGO (VARESE). Al Ferraris (ore 20,45) vietato sbagliare. La dirigenza del Milan non vuole sentire parlare di «ultima spiaggia» per Marco Giampaolo e il tecnico di Giulianova - a precisa domanda...
CARNAGO (VARESE). Al Ferraris (ore 20,45) vietato sbagliare. La dirigenza del Milan non vuole sentire parlare di «ultima spiaggia» per Marco Giampaolo e il tecnico di Giulianova - a precisa domanda - si nasconde dietro una risposta filosofica-marxista: «Non bisogna ragionare con l'io, ma con il noi. Domani (oggi, ndr) è importante per il Milan».
La sua posizione, però, resta in precario equilibrio e dall'anticipo di bassa classifica contro il Genoa (anche Aurelio Andreazzoli si gioca la panchina), avversario contro cui non ha mai perso in sei derby della Lanterna («ma è stata solo fortuna»), dipenderà molto del suo destino, dopo quattro sconfitte nelle prime sei. La quinta - la quarta in fila e con lo spauracchio dell'angosciante ultimo posto - sarebbe indigeribile per l'ambiente, ma un alleato inaspettato potrebbe diventare il mercato degli allenatori: alcuni nomi disponibili non scaldano i cuori della dirigenza, altri sono invece inavvicinabili per ingaggi o ambizioni. Giampaolo cerca di utilizzare metafore forti per dare la scossa emozionale alla squadra. «I 25 giocatori non devono dare la vita per me ma per loro stessi e per il club. Dopo 6 punti in 6 gare è tutto nero, ma sarei cauto ad esprimere giudizi definitivi. Ogni palla deve essere l'ultima, l'unica strada che conosco è il lavoro». Tanti i pensieri e i dubbi per l'allenatore, molti riguardano la formazione: Biglia favorito su Bennacer, Hernandez su Rodriguez, Paquetà su Calhanoglu e Kessie su Borini ma tutto può ancora cambiare. Sembra invece sciolta la riserva su Piatek, mai a segno su azione in 447 minuti dopo i 30 gol della stagione scorsa. Giampaolo in settimana ha ragionato se escludere il polacco contro la sua ex squadra, ma, pur lasciandosi ancora del tempo, sembra pronto a confermargli la fiducia, anche per mancanza di reali alternative (Rebic non è un centravanti). Il Milan giocherà con il lutto al braccio per ricordare l'ex preparatore atletico Sergio Mascheroni i cui funerali si sono svolti ieri.

