Giancola: arbitri aggrediti siamo a livelli intollerabili

6 Febbraio 2015

Il presidente del comitato regionale: «Dalla Seconda in giù c’è il far west»

PESCARA. Ancora casi di violenza sugli arbitri nei campionati dilettantistici abruzzesi. Ogni settimana si registrano episodi di spinte, pugni o quant'altro a spese dei direttori di gara, specialmente sui campi di Seconda e Terza categoria. La casistica è variegata.

Ma dal primo gennaio scorso è entrata in vigore la norma in base alla quale le società con tesserati puniti per casi di violenza sono obbligati a pagare le spese arbitrali per tutta la stagione. Dal momento che non bastano le squalifiche, la Figc ha deciso di andare a toccare il portafogli dei club più violenti. «Abbiamo raggiunto livelli intollerabili; non è più possibile andare avanti così», ha ribadito Angelo Giancola il presidente del Cra (comitato regionale arbitri) abruzzese. Un concetto già espresso al Centro durante le vacanze di Natale e che torna d'attualità oggi alla luce delle ultime squalifiche. «Siamo passati dalle testate e dai cazzotti alle spinte. Un piccolo passo avanti c'è stato», ha detto abbozzando un sorriso Giancola che poi ha cercato di affrontare il problema in due fasi: «Dapprima noi arbitri vogliamo fare un'ulteriore presa di coscienza. D'accordo con le sezioni vogliamo intensificare la formazione degli arbitri. C'è stato il caso di Ancarano (in Seconda categoria) in cui l'arbitro ha avuto paura e ha sospeso la gara. Faremo di tutto perché ciò non avvenga più. Le sezioni faranno valutazioni più approfondite prima di designare questo o quell’arbitro».

E la seconda fase? «Noi ci vogliamo assumere le nostre responsabilità, se è possibile ancora più di quanto è stato fatto finora. Però, poi se la gente, mi riferisco a giocatori e dirigente, mette le mani addosso non ci posso fare niente. Il problema è delle società che, dal primo gennaio, rischiano anche economicamente. In Eccellenza e Promozione e in gran parte della Prima categoria tutto fila liscio. Ma dalla Seconda in giù è un problema serio. Adesso c'è chi vuole fare passare gli arbitri come dei visionari. Addirittura c'è chi dice che si inventano i referti. Voci false. Anzi, sfido questa gente, dicendo loro di mandarmi i video per dimostrare quanto affermano. Se le immagini dimostreranno che hanno ragione, sarò io ad adottare i provvedimenti nei confronti dei nostri tesserati. Ci sono dei casi, come quello di Carpineto-Guilmi, clamorosi: all'interno dello stesso club c'è chi si scusa per l'accaduto e chi dice che non è vero niente. Aspetto le immagini di domenica scorsa del Villa Scorciosa, sono a disposizione. Ma nessuno deve mettere le mani addosso agli arbitri. Spinta, leggera spinta, tocco: ogni settimana ne sento una nuova. Ma la verità è che nessuno si deve azzardare a mettere le mani addosso. Poi, parliamo di tutto. Ma le mani addosso no».

La prossima settimana Angelo Giancola inizierà un tour nei vari comitati provinciali della Figc per parlare con i dirigenti delle società di Prima, Seconda, Terza categoria, calcio a 5, calcio giovanile e calcio femminile. «Sì, partiremo da lunedì a Pescara, poi sarà la volta di Avezzano, Chieti e Teramo. Porterò con me anche alcuni tra i ragazzi vittime della violenza sui campi di calcio. Hanno picchiato giovani seri e bravi».

Gli arbitri hanno qualcosa da rimproverarsi?

«Gli errori sono fisiologici», la replica di Angelo Giancola, «mi riferisco a quelli tecnici. E su quelli si può e si deve lavorare. Io non transigo su quelli comportamentali. Noi dobbiamo essere al di sopra di ogni sospetto. E per quel che mi risulta, sono gli altri a mettere le mani addosso agli arbitri. Non viceversa. Ma avete mai provato a mettervi nei panni di quell’arbitro a cui un giocatore ha messo le mani al collo?».

@roccocoletti1

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