Giandonato: io, la Juve e la nuova vita a Fermo

2 Novembre 2018

«Teramo ostico, vince sempre con il nuovo allenatore...»

Dal gol segnato all’Old Trafford, con la maglia della Juventus nel 2011, contro il Red Devils di Giggs e Rooney fino alla Fermana, in serie C. A 27 anni Manuel Giandonato ne ha viste di tutti i colori. E’ passato dall’esaltazione alla sofferenza, dalle illusioni alle delusioni. Sempre a testa alta. Il centrocampista di Casoli ha avuto sempre la forza di rialzarsi, anche quando alcuni infortuni gli hanno tarpato le ali nei momenti cruciali della carriera. Ora a Fermo sta vivendo un bel avvio di stagione con i marchigiani al secondo posto in classifica e pronti ad ospitare il Teramo rigenerato dalla gestione Maurizi.
Dal gol all’Old Trafford fino a Fermo, che cosa è accaduto nel frattempo?
«Un po’ di cose sono andate male, è inutile però pensare al passato. Quello che è stato è stato. Ora sono a Fermo e mi sto godendo questo bel momento».
Secondo posto in classifica.
«Squadra costruita per salvarci, però abbiamo fame. C’è gente che ha sempre fatto i dilettanti e vincendo il campionato di serie D a Fermo si sta giocando un’occasione importante in prospettiva e c’è gente che rientra da infortuni. Io dopo aver vinto il campionato di C a Livorno sono ripartito da Fermo molto motivato».
E domenica siete andati a vincere sul campo della capolista Pordenone.
«Una soddisfazione doppia perché prima abbiamo battuto in casa il Vicenza. Abbiamo superato due squadre che hanno speso molto di più di noi per allestire i rispettivi organici».
A Pordenone avete anche ripulito lo spogliatoio prima di andare via.
«Diciamo che abbiamo lasciato il locale così come l’abbiamo trovato. La società ci tiene a trasmettere un’immagine positiva. Ovunque ripuliamo lo spogliatoio».
Il suo allenatore è Flavio Destro, ex difensore del Pescara e papà di Mattia attaccante del Bologna.
«E’ bravo, me ne avevano parlato bene, ma mi ha stupito per il suo lato umano. Di questi tempi è difficile trovare uomini prima che allenatore o calciatore. Persona eccezionale, al gruppo trasmette umanità, oltre che concetti di calcio».
Lei gioca da regista.
«Continuo a essere un regista, anche se negli anni mi sono adattato a fare la mezzala. In questa stagione ho fatto anche il trequartista. Adesso, però, sono tornato a fare il regista davanti alla difesa».
A 27 anni lei ha già cambiato un’infinità di squadre.
«Spesso sono andato in prestito dalla Juve e i prestiti sono sempre annuali».
Se ripensa agli anni della Juve?
«Un sogno realizzato, un percorso diverso da altri calciatori. Tanti arrivano alla Juve, io sono partito dalla Juve. Ho fatto tante esperienze in giro, purtroppo vuoi perché frenato da alcuni infortuni vuoi perché è difficile trovare un allenatore che affidi la squadra a un giovane regista non sono riuscito ad affermarmi ad altissimi livelli».
Poca fiducia nei giovani?
«Adesso il vento sta cambiando e si tende a puntare sui giovani. Prima non più di tanto».
Soddisfatto della carriera?
«Nei momenti cruciali mi sono fermato a causa degli infortuni. Mi feci male al menisco al primo raduno under 21 con Ferrara quando Delneri mi stava dando fiducia in prima squadra alla Juve; l’anno dopo con Cosmi a Lecce sono stato fuori tre mesi per problemi al ginocchio. Purtroppo, è andata così, ma non mi sento vittima di nessuno. Nemmeno del destino, anche perché ho davanti un bel pezzo di carriera. Le somme si tirano alla fine e comunque ognuno raccoglie per quello che semina».
Alla Juve nel periodo sbagliato?
«Ho fatto le giovanili e sono salito in prima squadra la stagione (2009-2010) di Ferrara a cui poi è subentrato Zaccheroni; e l’anno dopo con Delneri grazie al quale ho fatto quattro partite, di cui tre da titolare. Mi sentivo con Marchisio, Bonucci, Chiellini. Lo stesso Del Piero si è fatto sentire poi quando mi sono fatto male. Negli anni ci siamo un po’ persi di vista, però, ho un bel ricordo di loro».
Scendendo in serie C, chi vince il girone B?
«Sulla carta, la Ternana è la squadra più forte. Sul campo, tra quelle affrontate, il Pordenone mi ha fatto una bella impressione».
E la Fermana?
«Stiamo andando al massimo e acquisendo consapevolezza nei nostri mezzi. L’obiettivo è la salvezza, poi vedremo».
Il Teramo?
«E’ una squadra ostica, vince sempre con il nuovo allenatore... Conosco Mattia Proietti, siamo stati insieme nel settore giovanile della Juve».
Ha giocato a Lanciano, ma non a Pescara.
«Nel 2011, nella stagione della promozione, a dicembre c’era stato un interessamento, ero a Lecce. Ma mi feci male... A Lanciano, invece, ho vissuto un’esperienza, a livello personale, intensa e costruttiva. Non mi era mai capitato di giocare un campionato di serie B a casa. Mi ha dato spirito di appartenenza, da Lanciano è come se fosse partita la mia seconda carriera».