Giannitti vota il Pescara: «Bomber e tenuta atletica la ricetta per i play off»

24 Novembre 2019

L’ex ds del Frosinone ha vinto due campionati di B: «Il nuovo modulo? Conta l’interpretazione. A gennaio prenderei una punta tipo La Mantia»

PESCARA. Lo specialista di promozioni che ha scelto l’Abruzzo come casa. Romano di nascita, marsicano d’adozione. Marco Giannitti, 48 anni, a Celano ha messo le radici da più di 20 anni e da lì, dove ha chiuso la carriera da calciatore (era un portiere), è iniziata quella da direttore sportivo. Celano, San Marino e Frosinone le tappe della sua carriera. Tre club che, durante la sua gestione, hanno conosciuto vittorie e promozioni. Oltre ad aver vinto due campionato di serie D e C2 tra Celano e San Marino, la storia di Giannitti è ricca di soddisfazioni in terra ciociara. A Frosinone ha vinto tre campionati, di cui due di B. Spesso lo si vede all’Adriatico ed è sempre molto attento alle vicende biancazzurre.
Giannitti, che Pescara ha visto contro la Cremonese?
«Ha fatto una buona gara. Il cambio di modulo avrebbe potuto far vacillare qualche certezza tattica, invece la squadra ha assimilato bene i nuovi dettami».
Il cambio del sistema di gioco, passando da una difesa a 4 a quella a 3, alcuni lo hanno etichettato come un segnale di poco coraggio. Lei è d’accordo?
«Dipende dai punti di vista. Io dico che il Delfino ha fatto bene a cambiare modulo contro la Cremonese. A volte, ma non sempre, conta più l’interpretazione che i numeri».
Dalla “ricca” Cremonese si aspettava qualcosa in più?
«La squadra non ha ancora assimilato totalmente il 3-5-2. I due attaccanti, Ciofani e Ceravolo, sono abbastanza piatti e inesistenti in termini offensivi».
Pescara migliore attacco della B senza avere dei bomber doc. Sorpreso?
«Da questa mancanza è venuto fuori un giocatore come Borrelli che si sacrifica molto per la squadra e che sta crescendo a vista d’occhio».
Cosa servirà al Delfino per ambire ai play off?
«Un centravanti. Un giocatore in grado di portare gol, centimetri e di aiutare nel percorso di crescita il giovane Borrelli».
Lei chi prenderebbe nel mercato di gennaio?
«Una prima punta, uno in grado di spostare gli equilibri in termini di gol. Non conosco le strategie e le possibilità della società biancazzurra, ma io prenderei un giocatore tipo Daniel Ciofani, non lui in prima persona, ma uno con quelle caratteristiche. La Mantia del Lecce sarebbe perfetto, ma anche uno con le caratteristiche di Moreo dell’Empoli potrebbe andar bene».
Lei ha vinto due campionati di B. Qual è la ricetta play off?
«Una rosa che non arrivi a marzo-aprile, i mesi clou, spremuta a livello atletico. Dipende molto dalla condizione fisica, dall’entusiasmo e dal mercato di gennaio».
Le squadre che si giocheranno la promozione in A?
«Crotone, Benevento e Frosinone».
La possibile sorpresa nella seconda parte della stagione?
«Sono curioso di vedere all’opera il Pisa, una squadra che ha mantenuto il blocco della C e che può trovare diversi vantaggi. Finora ha avuto poca continuità, ma, con l’entusiasmo e con le operazioni da fare nel mercato di gennaio, potrebbe decollare».
L’allenatore che la sta sorprendendo?
«Stroppa del Crotone. Ha raccolto poco negli ultimi anni, ma con caparbietà è andato avanti con le sue idee e ora può raggiungere grandi obiettivi». (l.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.