Giuliani e Ciccone: volevamo regalare un sogno ai tifosi

13 Maggio 2016

Il ds Nippo Vini Fantini: speravo nella vittoria di Bisolti Il neoprofessionista: che emozione, ma ho deluso i fan

ROCCARASO. Si respira un pizzico di delusione in casa Nippo Vini Fantini, unica formazione abruzzese in gara al Giro d'Italia.

La lunga fuga di Alessandro Bisolti ha lasciato sperare in un successo sulla salita dell’Aremogna e davanti al pubblico amico. Le speranze sono però svanite sotto i colpi del belga Tim Wellens.

«Peccato. Ho creduto che il sogno di vincere una tappa potesse finalmente avverarsi», dice il direttore sportivo della Nippo Vini Fantini, Stefano Giuliani, che da corridore vanta due successi alla Corsa Rosa (nel 1988 e nel 1989), «ma evidentemente Bisolti è stato tradito dall'emozione. Forse Wellens è superiore a lui, ma ho davvero sperato in un miracolo. Ci riproveremo di sicuro nei prossimi giorni. Da abruzzese e con la formazione che rappresenta questa regione, è stato entusiasmante arrivare qui».

Giuliani, però, trova il modo di sorridere: «In queste prime tappe la mia squadra si sta comportando molto bene. Abbiamo tre obiettivi, cioè vincere una tappa, conquistare la maglia azzurra con Cunego e prenderci per il secondo anno consecutivo il premio Fair Play. Il nostro motto è non mollare mai e rispecchia un po’ il mio carattere. Provo a mettere ogni giorno la mia esperienza al servizio del gruppo e il lavoro sta dando i suoi frutti. Sono fiducioso per il prosieguo del Giro».

A proposito della giornata un po’ negativa del campione siciliano Vincenzo Nibali, il ds della Nippo Vini Fantini commenta: «Vincenzo sperava di fare la differenza nel tratto finale, ma non è riuscito nel suo intento. Per me Nibali resta il principale favorito per la vittoria di questa edizione e non mi soffermerei troppo sui segnali emersi in classifica generale qui a Roccaraso. Siamo appena agli inizi di una corsa lunga, stressante e difficile. I conti si faranno alla fine, in particolare nell'ultima settimana».

Anche Giulio Ciccone, anche lui unico abruzzese in gara, in cuor suo sperava in qualcosa di meglio. Il 21enne teatino della Bardiani Csf un pensierino alla tappa dell’Aremogna ce lo aveva fatto, eccome: «È stata dura», dice il neo professionista abruzzese, classe 1994, «ho provato a resistere, ma negli ultimi tre chilometri mi sono un po’ mancate le gambe per provare a fare qualcosa. Ho avuto la sfortuna di non riuscire ad inserirmi nella fuga giusta e, pertanto, ho dovuto accantonare il sogno di sperare in un colpaccio davanti ai miei tifosi».

A proposito di tifosi, non è passata inosservata la presenza, nei pressi del traguardo, dei ragazzi del suo fan club: «Voglio ringraziarli tutti», sottolinea Ciccone, «sono stati splendidi e mi hanno trasmesso tanta forza e autostima. Questi ragazzi vengono da più parti a sostenermi e questo mi riempie di orgoglio. Spero di ripagare al più presto la loro fiducia con qualcosa di importante».

Magari con la conquista di una tappa già in questo Giro ? «È un sogno», risponde lo scalatore teatino, «ma non voglio fare voli pindarici. Sono molto giovane e non devo perdere di vista quelli che sono i miei compiti, cioè aiutare in salita il capitano Pirazzi. Questa prima esperienza al Giro dovrà servirmi per fare esperienza, studiare gli altri e acquisire ulteriore fiducia nei miei mezzi. Se poi arriverà qualcosa in più, sarà tanto di guadagnato. Arrivare all'Aremogna e trovare tanta gente ad attendermi è stato fantastico. Non dimenticherò mai questa giornata».

Ciccone, quindi, si gode il calore della gente d'Abruzzo. E c'è da scommetterci che stamani, alla partenza da Sulmona, sarà tra i corridori più acclamati dal pubblico sul palco di piazza Garibaldi. La sua giovane età e il suo talento non possono che far pensare positivo per il futuro.(g.l.)

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