«Giù le mani dal Pescara»

«Prendetevela con me, ma lasciate in pace i giocatori e il mio staff»
PESCARA. Li protegge, ma allo stesso tempo li scuote. Blinda lo spogliatoio, scaccia via la negatività e graffia quando ascolta delle "voci" destabilizzanti. Massimo Oddo è un buon incassatore, ma stavolta è anche bravo a schivare i colpi. Il suo Pescara è in crisi. Lui, però, ci crede. «Vedrete, che questa squadra ci darà grandi soddisfazioni». Dopo aver dilapidato tanti punti di vantaggio, ora si rischia anche di rimanere fuori dai play off.
Oddo, che cosa sta succedendo?
«Sono emersi dei problemi in queste ultime sette gare. Non sono preoccupato, vado controcorrente e vi dico che sono fiducioso. In questi momenti di difficoltà è inevitabile cercare di migliorarsi e vedere dove si è sbagliato, ma la grande forza è quella di andare a vedere i lati positivi. Vado contro tutto quello che si dice e quindi vedo tanti lati positivi».
La squadra, quindi, c'è e risponde bene?
«Da tecnico vedo una squadra viva, che continua a giocare. Non è vero che adesso ci studiano e gli avversari prendono le contromisure. Creiamo sempre palle gol importanti, quindi vuole dire che ci studiano male. Il problema di questo momento è che ci servono quattro palle gol per fare un solo gol. Siamo un po' meno attenti in fase difensiva, mi riferisco solo ad errori individuali e non errori tattici. Sabato abbiamo abbassato il baricentro contro una squadra che gioca in contropiede e al Novara non abbiamo concesso nulla. I gol subiti sono arrivati a causa di due errori individuali».
Che cosa bisogna fare?
«In tutto questo voglio dire che i problemi ci sono, vanno affrontati e superati. Le responsabilità sono tutte mie. Non esiste un problema atletico né tanto meno quello di gioco. Mi assumo tutte le responsabilità. Lasciate stare i ragazzi, i preparatori, i fisioterapisti. La squadra sta bene e corre sempre fino al 90', come sette partite fa. Ci sono anche i report che dicono questo. Forse qualcuno può attraversare un momento di appannamento. Ma non esiste un problema atletico o di voglia di vincere. Bisogna lavorare e mi assumo le responsabilità. Vuol dire che devo lavorare di più. Sarei molto più preoccupato se vedessi una squadra che molla, piatta o che non vuole recuperare il risultato. Sono certo che ci riprenderemo alla grande».
Si è rotto qualche equilibrio all'interno dello spogliatoio?
«No, assolutamente. Vi dico anche che ho letto qualche stupidaggine...».
Che cosa?
«Ho letto da qualche parte che ci sarebbe stata una rissa tra me, Cocco e Memushaj. Cose pazzesche, allucinanti. Qualcuno ha detto che c'è stata una rissa nello spogliatoio. Io non ho mai alzato le mani in vita mia, figuriamoci con i miei giocatori. E' una cosa che non esiste. Non ci sono problemi. Il gruppo è unito e compatto. Mi spiace che vengano messe in gire queste voci da qualche stupidotto per creare confusione. I ragazzi danno l'anima. Ci sono momenti in cui un giocatore può passare momenti di appannamento, come è successo a Mazzotta, che ha fatto un gesto sbagliato e ha chiesto scusa. Siamo umani e si può anche sbagliare. Per me lui è uno dei terzini più forti della B».
Gerarchie cambiate a centrocampo?
«Per me le gerarchie sono momentanee. Ci sono momenti in cui un giocatore sta meglio rispetto ad altri e faccio le scelte anche in base all'avversario. E' capitato in passato che Torreira non giocava perché Mandragora era strepitoso e meritava. Poi è successo il contrario e Mandragora sta giocando di meno, perché Torreira sta facendo meglio. Come Bruno, che ha delle caratteristiche importanti. In base alle caratteristiche l'allenatore fa le scelte. Con il Novara abbiamo fatto una partita tatticamente perfetta, abbiamo concesso poco, poi per due disattenzioni abbiamo subito gol. Ci gira poco anche la fortuna: è vero che sbagliamo noi, ma la fortuna non ci assiste. Questa cosa mi rode».
L'ingaggio di Coda si è rivelato poco fortunato, ora verrà tesserato Diamoutene?
«Coda starà fuori per un po' e Campagnaro dovremmo rivederlo a Terni, poi abbiamo due centrali diffidati e per evitare problemi stiamo pensando di tesserare Diamoutene».
Non ha pensato ai giovani della Primavera?
«Con me sfondate una porta aperta. Se non scelgo i ragazzi della Primavera, vuol dire che in quei ruoli fisicamente non sono ancora pronti. Magari tatticamente sono anche più forti, ma non fisicamente. Diamoutene è un grande ragazzo, non credo possa destabilizzare il gruppo. Se Campagnaro non rientra e ci squalificano Zuparic o Fornasier poi che facciamo? Sicuramente Diamoutene è fisicamente più pronto di alcuni Primavera».
A Crotone potrebbe cambiare qualcosa, anche in difesa?
«Per Crotone c'è la possibilità di vedere Mandragora in difesa e rientreranno Crescenzi e Verre».
Il rischio di rimanere fuori dai play off c'è, lei teme qualcosa?
«Non ho paura. Sono convinto che questa squadra ci darà grandi soddisfazioni».
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