Goggia trionfa in discesa: quarta Coppa del Mondo

5 Marzo 2023

L’azzurra: «Nella libera sono la più forte, ora voglio vincere anche nel SuperG Fino al 2027 ci sarò». Nella classifica generale trionfa la statunitense Shiffrin

ROMA. Sui mondiali non si fa sconti: «Li ho toppati, non ci sono alibi, non ho messo in campo la miglior Sofia». Quanto alla stagione di Coppa, però, non ha dubbi: «Nella libera ho dominato, sono la discesista più forte al mondo e quest'anno c'è stata la consacrazione». Sofia Goggia conosce i suoi stati d'animo e le risposte da dare così come le discese che ammette di sapere vedere anche a occhi chiusi: la quarta coppa del mondo di disciplina - la terza consecutiva - arriva nelle mani dell'olimpionica con un margine che ha tracciato il solco tra la Sofia nazionale e tutto il resto del mondo che scia. «Sono contenta di questo mio quarto globo, non significa nulla se non di essere la discesista più forte al mondo», sorride l'azzurra della neve, dopo il secondo posto a Kvitfjell, «dopo l’oro olimpico, questa è la stagione in cui ho dominato in discesa. Peccato per aver sbagliato i mondiali, ma mi rifarò. Poche ragazze sciano sopra i 100 km come me. Questo non mi ripaga del mondiale, la delusione è stata forte, diciamo però che sono contenta di aver preso la coppa in maniera così schiacciante». Dice di aver intrapreso un percorso tecnico - guidata da Luca Agazzi - «che ha dato i suoi frutti. L'anno prossimo punto a fare tre specialità perché anche in SuperG ci sono, ma ho messo insieme tre miseri quinti posti, perché sono una supergigantista, non come la discesa che ce l'ho innata. È alla mia portata e punto già alla gara di domani (oggi, ndc)». Non si ferma la campionessa lombarda: «Una come me non smette di avere fame». Quanto al tecnico ammette che «Sofia è Sofia, ma le persone giuste danno sempre un valore aggiunto. Un atleta forte vince indipendentemente dall'allenatore». Il futuro è fatto ancora di tante prove con la squadra di velociste «più forte»: «Speravo in una stagione più tranquilla, ma l'infortunio alla mano ha sballato tutto, ho fatto poche gare di SuperG dove non riesco a esprimere il mio potenziale. Con la Shiffrin di quest'anno impossibile pensare alla coppa assoluta, perché lei è troppo forte su due discipline». Nel film di questi mesi c'è ovviamente il dolore per la morte di Elena Fanchini, con la notizia piombata proprio durante i mondiali a Meribel, la «discesa pazzesca di St Moritz e quella di Crans Montana, con una sola prova, il buio, la nebbia e ho vinto». Alle lusinghe della tv non pensa: «Sanremo? Aspetto l'invito», sorride, «chi non vorrebbe andarci. Quanto a Ballando con le stelle qualche anno fa ho declinato l'invito». Piuttosto nella testa di Sofia ci sono libri da leggere, piste da studiare, perché la neve più bella è quella che ancora non abbiamo sciato. E guarda avanti: «Fino alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e ai mondiali di Crans Montana del 2027 ci sarò».
Danilo Di Brigida