Gol e tifo, Giulianova sogna L’Angolana è la sorpresa

27 Settembre 2022

L’Aquila arranca, giallorossi e nerazzurri in testa alla classifica a punteggio pieno  Il patron giuliese Mucciconi: «La passione della piazza è la nostra arma in più»

GIULIANOVA . Se la strada intrapresa un anno fa porterà in serie D, lo diranno solo il tempo e il campo. Ma un risultato, Alessandro Mucciconi, l’ha già ottenuto: ha risvegliato la passione della città per il Giulianova. L’insofferenza degli ultimi anni di gestione Bartolini è un vecchio ricordo. Mucciconi è l’imprenditore-tifoso che ha rigonfiato il pallone a Giulianova e sta gettando le basi per il ritorno in categorie superiori. Partendo dal settore giovanile e dalla giuliesità. La squadra di Cerasi, allenatore cresciuto con il Giulianova nel cuore, è prima in Eccellenza a punteggio pieno dopo 4 giornate insieme all’Angolana. Una partenza migliore dello scorso anno (10 punti in 4 gare). «Il campionato è lunghissimo», dice il presidente Mucciconi, «dobbiamo rimanere tranquilli, galvanizzati però dalla passione travolgente dei nostri tifosi. Giulianova non è seconda a nessuno. Ogni domenica ho la pelle d’oca: il popolo giuliese è unico. Questo per noi è l’anno in cui il nostro progetto prende ancora più forma. Stiamo costruendo basi solide per tornare in palcoscenici importanti. E contemporaneamente l’obiettivo è far crescere il settore giovanile per attingere ogni anno ragazzi per la prima squadra». Sono andati via giocatori importanti come Giglio, Cissè e Buonavoglia, ma la mentalità non è cambiata. «Abbiamo un’età media di 20 anni», spiega Mucciconi, «ma abbiamo un organico più ampio. Finora abbiamo giocato con quattro formazioni diverse. Siamo una grande famiglia». Gli ultimi due gol, pesantissimi contro L’Aquila e Sambuceto, sono arrivati proprio dalla panchina con Alessandretti e Persiani. L’Aquila, corazzata costruita per stravincere il campionato, è già a -5. «Ma è solo l’inizio», avverte Mucciconi, «L’Aquila è la più forte e presto risalirà la china». Domenica si va a Castelnuovo per affrontare la Torrese e si prevede un’altra invasione di tifosi giallorossi.
L’altra capolista è l’Angolana. Le due società hanno in comune la stessa filosofia: valorizzare i giovani e anteporre le idee alle spese folli. Piuttosto che strapagare giocatori che scendono dalla D, si preferisce portare in prima squadra i ragazzi del vivaio. Dalla teoria alla pratica: l’Angolana gioca con cinque fuoriquota titolari, tutti cresciuti nel proprio settore giovanile. Sono Lombardi, Scurti, Tidiane, Ucci e Restaneo: i primi quattro sono andati anche a segno. «L’Eccellenza dev’essere una vetrina per i giovani», il pensiero del ds Antonio Bucci, «le società professionistiche dovrebbero attingere da questa categoria piuttosto che dalle Primavere 2 e 3 dove il livello è basso». Dopo la mancata fusione con il Delfino Curi, l’Angolana si è rafforzata con l’ingresso di nuovi imprenditori locali. «L’asticella si è alzata», dice Bucci, «i nuovi soci hanno riportato entusiasmo e abbiamo allestito una squadra importante, con una panchina lunga e di qualità. L’Aquila è la più forte, poi Giulianova e Torrese. Noi possiamo toglierci soddisfazioni». In panchina c’è un debuttante, quel Simone Miani che fino allo scorso anno era uno spauracchio per i difensori. «Miani è sempre stato un allenatore in campo. È un predestinato e insieme al vice Fuschi forma una coppia formidabile». I risultati, finora, lo stanno confermando.
Giammarco Giardini
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