Basket

Gramenzi: «Roseto, ora ricostruiamo e poi mirino sulla serie A2»

25 Settembre 2026

Basket, la Serie B domenica al via. Il tecnico Franco Gramenzi (foto) fa le carte alla Liofilchem domenica al debutto a San Severo: «Serve lavorare, dimentichiamo la retrocessione. Favoriti? Al momento Livorno»

ROSETO. A pochi giorni dal debutto di San Severo, coach Franco Gramenzi fa il punto sulla Liofilchem e su una stagione che per Roseto significa ripartenza. Una squadra giovane, un progetto da costruire senza scorciatoie e una piazza che, dopo la retrocessione dalla serie A2, sta scegliendo di guardare avanti indicando la strada per riportare nel tempo i biancazzurri ai livelli che la città sogna.

Coach, a che punto è la sua Liofilchem Roseto?

«C’è nei ragazzi grande predisposizione al lavoro e volontà di fare quello che chiediamo, sono sempre disponibili e questo è un grande merito. Però siamo all’inizio di un percorso, in precampionato abbiamo avuto buone risposte in alcune partite e meno buone in altre ma è tipico dei giovani che vivono un po’ di “up and down”. La mia pazienza deve essere quella di mantenere l’equilibrio nei momenti difficili».

Quanto possono pesare i giocatori più esperti?

«Parecchio ma tutti devono sentirsi coinvolti: è una squadra giovane e dobbiamo accompagnarla nella crescita».

Quale identità vuole dare a questa Roseto?

«L’idea è riproporre lo stesso tipo di pallacanestro dell’anno della vittoria del campionato di serie B (2024-2025, ndc). Abbiamo giocatori diversi e ragazzi che stanno iniziando, ma possono arrivare lontano giocando una pallacanestro divertente e piacevole».

Chi l’ha sorpresa maggiormente?

«Un po’ tutti, forse il play Gaiola, che per età e importanza del ruolo ha fatto qualcosa in più».

Dopo la retrocessione, questo che anno sarà?

«Un anno di ricostruzione. L’ambizione di tornare in Serie A2 c’è, ma serve lavoro. La retrocessione è una cosa che ha vissuto il pubblico, non noi che vogliamo costruire una squadra senza pensare a ciò che è successo».

Ai tifosi cosa dice?

«È facile fermarsi sugli errori, ma nella vita bisogna guardare avanti. C’è un giorno nuovo, si riparte e si fa tesoro degli errori. Sono grato a tutti quelli che stanno già sostenendo questi ragazzi».

Che Serie B si aspetta?

«Vedo grande equilibrio. Anche le squadre costruite con grandi nomi non se la vedranno facile se non affronteranno ogni match con la giusta umiltà. A Siena puoi perdere, a San Severo puoi perdere: bisogna stare attenti».

Chi vede davanti a tutti?

«In questo momento Livorno, ma il campionato sarà equilibrato, ne riparleremo più avanti».

Tre giovani da seguire?

«È presto per fare nomi, ma in B ce ne sono tanti di interessanti come i nostri Malual e Gaiola».

La Serie B è ancora il serbatoio del basket italiano?

«Lo è da un pezzo. È il primo campionato dove tanti ragazzi cominciano a giocare e poi, fisiologicamente, alcuni salgono di categoria. È sempre successo e continuerà a succedere».

Tra otto mesi, cosa vorrebbe aver costruito?

«Un gruppo di cinque o sei giocatori su cui costruire la base per alzare il livello. Se saremo competitivi subito non ci tireremo indietro, ma l’idea è costruire e poi, in uno o due anni, provare con più forza a puntare alla promozione. Il campionato è lungo: lavoriamo, azzeriamo ogni settimana e continuiamo a crescere. Alla fine possiamo far parlare di noi. Vorrei che questi ragazzi venissero apprezzati dai tifosi per l’entusiasmo che ci metteranno e per il modo in cui giocheranno ogni azione. E dobbiamo ringraziare anche la proprietà, che dopo una stagione triste ha scelto di investire ancora e continua a metterci le risorse economiche per permettere a Roseto di ripartire. A noi il compito di onorare questo impegno sul campo».

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