«Grande Delfino, adesso però bisogna riaprire l’Adriatico»

22 Giugno 2020

Dalla politica alla musica in coro: «Il calcio senza pubblico è uno spettacolo triste» Nduccio: «Lo stadio vuoto è come una canzone senza musica». Razzi: «Pescara da play off»

PESCARA . Un ex calciatore, un pallanuotista, un politico, un cantautore-cabarettista e un tenore raccontano le loro sensazioni dopo il tris del Pescara alla Juve Stabia. Michele Gelsi, Francesco Di Fulvio, Nduccio, Piero Mazzocchetti e Antonio Razzi hanno seguito il Delfino in tv. Atmosfera surreale, il racconto del telecronista, in sottofondo le voci di allenatori e giocatori. L’Adriatico vuoto, uno scenario desolante per chi è abituato all’adrenalina che solo il pubblico può scatenare. «Complimenti al Pescara», ripetono in coro, «ma ora che il virus ha allentato la presa è giunto il momento di riaprire gli stadi».
Michele Gelsi. L’ex capitano del Delfino, oltre 300 gare in nove stagioni (1989-1992, 1994-2000) e 49 gol, esulta per il successo contro la Juve Stabia. «Meglio di così non si poteva ricominciare. I tre punti danno ossigeno alla classifica e aiutano il morale. Ora, però, bisogna trovare la continuità». In carriera non ha mai giocato una partita in uno stadio deserto. «Senza i tifosi non è semplice trovare le motivazioni, il pubblico stimola i calciatori, li responsabilizza con applausi o fischi. Ecco perché devo fare i complimenti ai biancazzurri che hanno disputato una bellissima gara ottenendo una vittoria netta». Si potrebbero aprire nuovi orizzonti. «Saranno fondamentali i prossimi due match per capire dove potrà arrivare il Pescara. Pucciarelli? Può essere un valore aggiunto».
Francesco Di Fulvio. Il fuoriclasse della Pro Recco ha giocato l’ultima gara a Napoli lo scorso 7 marzo a porte chiuse. «Non è sport senza pubblico, quella di Napoli sembrava un’amichevole, così si fa fatica a provare emozioni», afferma il 27enne pescarese che ha seguito il match del Pescara da Siracusa, dove fino al 25 luglio sarà impegnato nel raduno con la Nazionale di pallanuoto. «Sono contento per il successo, ora non bisogna fermarsi. La classifica è corta, può succedere di tutto». Il calcio è ripartito, la pallanuoto no. «Anche noi volevamo riprendere, ma non abbiamo le stesse strutture che possiedono i club calcistici. La ripartenza del pallone fa bene all’Italia, è un segnale forte di ritorno alla normalità».
Antonio Razzi. Da grande appassionato, il senatore ha seguito la sfida in collegamento con Rete 8 Sport ed è rimasto sorpreso dalla prestazione del Delfino. «Ero pessimista, mancavano i tifosi, il 12° uomo in campo, e temevo la Juve Stabia. Invece i giocatori sono stati bravissimi, così come Legrottaglie che ha azzeccato le scelte. Sono contento per Zappa che mi segue sui social e spesso mi fa i complimenti». La vittoria potrebbe segnare una svolta. «Se resteranno concentrati raggiungeranno presto la salvezza e potranno puntare ai play off. Venerdì a Pisa un pareggio andrebbe bene, ma in casa bisognerà vincerle tutte». Infine, la soluzione per riaprire gli stadi ai tifosi. «Giocare a porte chiuse è triste, solo gli arbitri sono più sereni perché non subiscono contestazioni. Il pubblico deve tornare allo stadio, per i controlli si potrebbero utilizzare i termoscanner presenti negli aeroporti. Lì non serve nemmeno fermarsi, basta oltrepassare il varco e viene rilevata la temperatura». Nduccio. Sulla stessa linea Germano D’Aurelio, in arte Nduccio, che come il Pescara ha ripreso ad esibirsi due giorni fa in una cena-spettacolo a Vasto. «Il calcio senza pubblico è come una canzone senza musica. C’è solo la melodia, ma non l’emozione che ti entra nel cuore proprio grazie agli spettatori. Lo spettacolo lo fa il pubblico e la resa dell’artista dipende dalla sua condizione emotiva. Sono felice per il ritorno in campo, ho visto la sintesi, il Pescara ha creato tante occasioni da gol strameritando i tre punti».
Piero Mazzocchetti. Felice per la vittoria della sua squadra del cuore, il tenore pescarese chiede a gran voce l’immediato intervento delle autorità. «Sono molto soddisfatto della prova dei biancazzurri», dice Mazzocchetti, «il 3-1 non fa una piega. Ora, però, con i dovuti controlli riapriamo gli stadi, riapriamoli anche ai concerti. Ci sono assembramenti in tanti luoghi, vedo ristoranti pieni, sagre in corso e via discorrendo. Non capisco perché sport e spettacolo debbano subire questa discriminazione. Forse pensano che siamo tutti ricchi, in realtà ci sono molte situazioni di sofferenza». Bisogna agire in fretta, la presenza degli appassionati è indispensabile. «Con le sue reazioni il pubblico comunica l’efficacia di una performance. Secondo voi, può essere un problema fare entrare 2-3.000 persone all’Adriatico? Se fosse per me, autorizzerei l’accesso a un numero più alto». La sua stagione ricomincerà a ottobre, intanto Mazzocchetti farà qualche spettacolo estivo. Uno, quasi sicuramente, nella sua Pescara. «Me lo auguro e spero che non ci siano grandi limitazioni. Un musicista senza pubblico è come un calciatore senza tifosi».
Giovanni Tontodonati
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