Gravina: «Tornei da riformare Arbitri eccellenza del nostro calcio»

ROMA. «La Figc non si sottrae al confronto che è fondamentale ma verrà il momento in cui bisogna fare sintesi, che non è più procrastinabile. Il calcio italiano, non io, pretende una risposta e noi...
ROMA. «La Figc non si sottrae al confronto che è fondamentale ma verrà il momento in cui bisogna fare sintesi, che non è più procrastinabile. Il calcio italiano, non io, pretende una risposta e noi dobbiamo essere responsabilmente convinti e disponibili a darla, in termini di evoluzione positiva». Gabriele Gravina, presidente della Figc, ha fatto il punto sul lungo e complicato cammino delle riforme, ospite di "Radio Anch'io Sport" su RadioUno. «Il primo obiettivo è mettere in sicurezza il calcio italiano. Prima di innovare e crescere bisogna risanare e uscire dalla logica che blocca il nostro sistema soltanto sull’ipotesi di A a 18 o 20 squadre, sono logiche di immobilismo e contrapposizione che non sono condivisibili. Abbiamo stabilito una sorta di cronoprogramma per confrontarci e trovare dei punti di contatto, che sono diversi». Gravina, poi, parla degli arbitri: «Gli arbitri italiani rappresentano un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Il 15% delle gare a livello Uefa sono dirette da arbitri italiani».

