Gravina va dritto su Spalletti ct e non vuole pagare la clausola

17 Agosto 2023

In azione i legali della Figc: l’Italia non è concorrente del Napoli, quindi l’accordo non è applicabile Il presidente De Laurentiis: «Non è una questione economica, ma di principio». Mancini all’attacco 

ROMA. Dopo un Ferragosto tutt'altro che di riposo dopo le dimissioni choc di Roberto Mancini, dietro le porte chiuse di via Allegri si preme sull'acceleratore per arrivare al più presto alla nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale. Il tempo è poco, le partite di qualificazione a Euro 2024 di inizio settembre incombono e non sono consentiti alibi nè distrazioni nel tentare di sbloccare l'impasse contrattuale che si frappone come maggior ostacolo all'annuncio di Luciano Spalletti quale successore del tecnico marchigiano. L'allenatore dei campioni d'Italia resta il profilo ottimale per il ruolo, secondo il presidente federale, Gabriele Gravina, e da parte sua sarebbe disponibile infondendo così fiducia in una positiva conclusione di una vicenda che ben pochi potevano immaginare. E mentre si può immaginare da una parte che Spalletti stia già cominciando a fare le sue valutazioni circa le scelte che potrebbe essere chiamato a fare a breve, visto che la lista di convocati per la Macedonia del Nord e l'Ucraina andrà diramata tra un paio di settimane, non serve fare voli pindarici riguardo all'intenso lavorio legale in corso per sbrogliare la matassa contrattuale. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, proprio nel giorno di Ferragosto ha deciso di mettere i puntini sulle i, affermando che la clausola del contratto che lega Spalletti alla società campione d'Italia resta valida non tanto per i termini economici ma per una questione di principio.
E se sul denaro si può trattare, sui principi farlo risulta più difficile. Non meno dure sono state le parole dell'imprenditore sulle dimissioni di Mancini, supinamente subite, a suo dire, da una federazione incapace a gestire i rapporti, anche attraverso l'uso di vincoli contrattuali. Su questi presupposti una trattativa pare partire in salita, ma in federazione si conta comunque di arrivare ad una conclusione positiva, puntando ad avere nel frattempo pareri legali che corroborino la validità della scelta.
Gravina non è intenzionato a pagare l'importo previsto dalla clausola al Napoli. Sono al lavoro i legali, che insistono in particolare sull'assenza di un "patto di non concorrenza" alla base della clausola per cui il presidente del Napoli dovrebbe ricevere poco più di 2,6 milioni (si partiva il primo luglio da 3, ma si scalano 250 mila euro al mese). L'Italia non è concorrente del Napoli, quindi non sarebbe applicabile. In più l'uscita di De Laurentiis potrebbe aver violato il "vincolo di riservatezza" riportato nell'accordo con Spalletti sottoscritto alla Camera del Lavoro. Di certo c'è l'urgenza di chiudere al più presto: l'Italia è attesa da due partite fondamentali per il cammino di qualificazione all'Europeo. Il 9 settembre c'è la sfida con la Macedonia, tre giorni dopo tocca all'Ucraina.
La verità di Mancini. «Non ho fatto niente per essere massacrato così. Mi sono solo dimesso e ho detto che è stata una mia scelta», ha detto l’ormai ex commissario tecnico intervistato alla vigilia di Ferragosto. «Mica ho ucciso nessuno, ho solo esercitato un diritto alle dimissioni. Perché tanti attacchi così violenti sul piano personale? Non mi aspettavo certi giudizi morali», dice. E assicura: «Le mie dimissioni non sono legate a un accordo già raggiunto». «Ho cercato più volte di parlare con Gravina ed esporgli le mie ragioni», ha rivelato Roberto Mancini. «Gli ho spiegato che in questi mesi mi doveva dare tranquillità, lui non l'ha fatto e io mi sono dimesso». Mancini lo accusa di avergli portato via i collaboratori più stretti. «Si è mai visto un presidente federale che cambia lo staff di un ct? Gravina è da un anno che voleva rivoluzionarlo». «È da un pò di tempo che lui pensava cose opposte alle mie», ha aggiunto. «A quel punto doveva mandare via me». Le dimissioni non c'entrano con l'arrivo di Buffon. «Sapevo che il presidente Gravina avrebbe scelto Gianluigi ed era la soluzione giusta dopo l'addio di Vialli. Niente contro di lui». A chi lo ha accusato di aver tradito la Nazionale, replica dicendo: «Io sono sempre stato corretto», «quando sono arrivato in azzurro ho rinunciato a opportunità più redditizie, ho fatto una scelta ed è stato il lavoro più importante della mia vita». E poi «ho lasciato la Nazionale a 25 giorni dalla prossima partita, non tre». Su un eventuale futuro in Arabia Saudita, Mancini ha affermato che la situazione che sta denunciando «è indipendente da quello che potrà succedere in futuro e da dove andrò. Ora non voglio pensare a niente».
Angelo Caradonna