Ha funzionato (per ora) il “soli contro tutti”

24 Dicembre 2016

di ANTONIO DE LEONARDIS Un punto e a capo. Sicuramente è poco agli effetti di una classifica che vede ancora il Pescara, a un turno dalla fine dell'andata, in coda alla classifica e senza aver mai...

di ANTONIO DE LEONARDIS

Un punto e a capo. Sicuramente è poco agli effetti di una classifica che vede ancora il Pescara, a un turno dalla fine dell'andata, in coda alla classifica e senza aver mai vinto sul campo, ma potrebbe avere un valore inestimabile se la prova di orgoglio e di carattere offerta dai biancazzurri soprattutto nella fase finale del match con i rosanero non dovesse rivelarsi solo un fuoco di paglia. In quei sei minuti che chiudevano la partita il Pescara ha avuto la forza di ribaltare il gioco, di provare a riacciuffare il risultato, compromesso nel primo tempo sull'unico spunto dei rosanero, arrivando addirittura a sfiorare la grande impresa. Era regolare il gol di Fornasier, annullato dall'arbitro per un inesistente fuorigioco, è arrivato finalmente il primo gol dal dischetto, questa volta grazie a Biraghi, la chiusura col botto l'ha evitata praticamente allo scadere il portiere Posavec con il suo prodigioso intervento sulla conclusione ravvicinata di Memushaj. Sei minuti senza respiro, al termine di un match giocato con ordine e determinazione, ma, al solito, con grande affanno quando c'era da affacciarsi nell'area avversaria. Pettinari lì davanti ci ha messo tutto quello che aveva, meritandosi comunque la scelta fatta dal tecnico per impegno e generosità, ma non è mai riuscito a trovare lo spunto per provare a infastidire la difesa dei rosanero; la partita era bloccata visto che dall'altra parte nemmeno il temuto Nestoroski riusciva a trovare spazio davanti a Bizzarri. In sostanza la partita che ci si aspettava viste le notevoli difficoltà che condizionano il rendimento delle due formazioni, ma certo qualcosa in più lo hanno fatto vedere proprio i biancazzurri. In sostanza, il "soli contro tutti" annunciato da Massimo Oddo dopo il rovescio col Bologna e la pesante contestazione dei tifosi, ha funzionano come testimonia del resto l'abbraccio collettivo della squadra al tecnico dopo il pari di Biraghi. Era la scossa che serviva per ricompattare la squadra, lo stesso allenatore ci ha messo di suo con scelte che hanno rafforzato lo spogliatoio (dentro Bruno e Pettinari, via Aquilani e Manaj, comunque nel gruppo gli indisponibili Pepe e Verre). Impensabile però che il Pescara possa giocare in trincea e da separato in casa il resto della stagione. Il primo segnale di possibile distensione lo ha dato la prova di Palermo, il resto lo dovranno fare presidente, direttore sportivo e tecnico allestendo un piano di mercato che possa riequilibrare le potenzialità della squadra, possibilmente senza scommesse, ma magari cercando anche in serie B i giocatori con le caratteristiche giuste (fisicità e corsa) che diano maggiore affidabilità all'intero organico. Non solo la punta, per capirci, e non solo l'addio di Aquilani e Manaj, il lavoro da fare in questa direzione è difficile e complesso, ma è anche imprescindibile se si vuole continuare a lottare a lungo per la salvezza.

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