Hamilton fa poker, titolo alla Mercedes

13 Ottobre 2014

Sul circuito di Sochi quarta vittoria consecutiva per il pilota britannico, Rosberg è secondo dopo una manovra thriller

SOCHI. La Mercedes non fallisce il primo appuntamento mondiale: quarta vittoria di fila per Lewis Hamilton e, soprattutto, primo titolo Costruttori della sua storia. Lo fa nel giorno del Gp di Russia, a Sochi, quart'ultimo appuntamento stagionale, sull'inedito circuito sviluppato all'interno del parco olimpico e che conferma lo strapotere della casa tedesca ieri all'ennesima doppietta stagionale.

Una gara scontata e quasi noiosa, nel segno e con il pensiero di tutto il Circus per Jules Bianchi a sui è stata dedicata una toccante coreografia dei piloti, silenziosi e a capo chino prima del via («Jules, tutti noi ti sosteniamo» il messaggio sull'asfalto). Corsa che ha offerto gli unici brividi alla prima curva con Nico Rosberg che combina subito un patatrac: supera il compagno rivale ma tagliando la chicane, una mossa che lo costringe subito ai box per un cambio gomme, rovinate dall'eccessiva frenata in curva: per lui ripartenza ad handicap, con la 20esima posizione e più di 30 secondi di ritardo dal britannico leader del Mondiale. Una manovra-harakiri che ha però il merito di scuotere il pilota tedesco protagonista di una rimonta monstre che lo porta addirittura a chiudere alla spalle del rivale (diventato ieri il pilota britannico più vincente della storia insieme a Nigel Mansell) che rosicchia altri 7 punti in chiave mondiale, portando il vantaggio a 17 lunghezze (291 punti contro 274). Subito fuori l'unica Marussia in gara, quella del compagno di Bianchi, Max Chilton, dietro al capofila mondiale si fa subito il vuoto, con Bottas e Button immediati inseguitori che inanellano secondi di ritardo a ogni giro e la Ferrari di Alonso, che pure non era partito male, ancora più indietro e mai protagonista.

Un Gp, insomma, in tono minore dal punto di vista agonistico che deve aver annoiato anche Vladimir Putin arrivato in pompa magna a Sochi (ha salutato Ecclestone ma che non si è fatto vedere in pit lane, come invece si ventilava alla vigilia) e che non ha nemmeno portato fortuna al pilota di casa Kvyat, qualificatosi col quinto tempo eri ma subito scivolato nelle retrovie (chiuderà al 14esimo posto). Hamilton ha vinto ma la scena gliel'ha rubata il compagno di squadra, protagonista di una straordinaria rimonta e autore di giri su giri record. Pretendere che qualcuno potesse rovinare la festa Mercedes magari era troppo, e d'altronde dopo 15 pole su 16 gare e oggi 4 vetture motorizzate dalla casa tedesca nelle prime due file, era difficile anche solo sognarlo. Gara senza sussulti in casa Ferrari, con Alonso che chiude con un anonimo sesto posto, comunque protagonista di una buona anche ma anche penalizzato da un problema durante il pit-stop. Nono Kimi Raikkonen e le due Red Bull di Ricciardo e Vettel a dividersi settima e ottava posizione. A punti anche il messicano Sergio Perez con la Force India. «Oggi dovevamo salvare la benzina», ha commentato al termine Alonso, «e anche senza il pit-stop le McLaren erano più veloci di noi. Forse saremmo arrivati nella stessa posizione ma senza quella lotta con Ricciardo».

«Come avevo detto sabato», ha aggiunto il pilota della Ferrari, «la partenza era l’unico momento per inventare qualcosa, abbiamo rischiato ma il passo gara era quello», ha ammesso lo spagnolo secondo cui «questi punti non sono granchè, perchè la Williams è andata sul podio ma abbiamo fatto quello che abbiamo potuto».

«La cosa più importante nelle prossime tre settimane è pensare a Jules Bianchi sperando in buone notizie», ha detto ancora Alonso. «Il mio futuro non è una priorità adesso. Come ho detto a Suzuka sono 2-3 mesi che è già tutto deciso nell mia testa e tutto sta andando nella direzione che voglio. Al momento opportuno prenderò la decisione migliore per me e per la Ferrari. Perché tutte le scelte fatte in questi anni sono state fatte perché la Ferrari venga al top perchè è una grande squadra».

Prossimo appuntamento il 2 novembre a Austin, in Texas.

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