Higuain oggi a Londra e il Milan va su Piatek

Da definire solo la formula del passaggio del polacco in rossonero
MILANO. Piatek in polacco significa venerdì, e non è escluso che proprio oggi prenda corpo la trattativa per il trasferimento dell'attaccante dal Genoa al Milan. Prima, però, deve completarsi il passaggio al Chelsea di Higuain. E l'ultima scena della breve avventura rossonera dell'argentino rischia di essere una risposta stizzita alle 6 del mattino, quando giocatori, staff e dirigenti del Milan sono atterrati a Malpensa carichi di delusione e rabbia per come si è consumata la sconfitta nella Supercoppa italiana in Arabia Saudita. A chi gli domandava se fosse contento di ritrovare a Londra Maurizio Sarri, suo allenatore ai tempi del Napoli, il centravanti ha replicato secco: «Se cercate casino non lo troverete mai con me». Si potrebbe obiettare che qualche pasticcio lo ha combinato (ad esempio contro la Juventus in campionato il rigore sbagliato e le proteste costate tre turni di squalifica) nei sei mesi in prestito al Milan, destinati a concludersi forse già oggi, quando Higuain è atteso a Londra per le visite mediche. Un momento che l'argentino insegue da settimane, da quando ha inteso che non sarebbe stato riscattato dal Milan. Ora può cercare di rilanciarsi in Premier: la Juventus, proprietaria del cartellino, ha concesso al Chelsea un prestito di sei mesi. Liberarsi del giocatore scelto in estate come stella del nuovo corso è per il Milan una sorta di retromarcia. Ora l'ad Gazidis con gli uomini mercato Leonardo, Maldini e Moncada, dovrà districandosi fra l'esigenza di rinforzare l'attacco (nono in campionato per gol segnati) per rincorrere la zona Champions, e i limiti del fair play finanziario. Piatek è la priorità, l'alternativa meno impegnativa è il prestito di Batshuayi, di proprietà del Chelsea. Il Genoa valuta il polacco classe '95 non meno di 40 milioni di euro, ma potrebbe considerare anche la proposta di un prestito particolarmente oneroso, che per il momento i rossoneri non possono coprire con la cessione di Calhanoglu, definito troppo costoso dal Lipsia. Da oggi entrerà nel vivo la trattativa fra Milan e Genoa e le due società si incontreranno di sicuro lunedì prima dello scontro diretto di Marassi (ore 15), a cui Piatek non parteciperà comunque perché squalificato per un turno, così come i milanisti Romagnoli, Calabria, Kessie, nonché Gattuso. L'allenatore è stato punito (anche con ammenda di 15mila euro) perché alla fine della partita di Gedda «con fare minaccioso» ha contestato l'arbitro Banti, a cui ha poi rivolto «parole offensive e insinuanti» in attesa della premiazione. Dopo la notte trascorsa in aereo, dormendo poco e male, l'allenatore ha malcelato il suo nervosismo facendo cadere lo smartphone di uno dei giornalisti che riprendevano l'arrivo della squadra a Malpensa. Anche il medico rossonero Brozzi ha rimediato una squalifica fino al 4 febbraio per il finale a nervi tesi, in cui il Milan ha protestato per vari episodi dell'arbitraggio di Banti, fra cui l'amministrazione dei cartellini, l'utilizzo del Var e le chiamate sui fuorigioco, in particolare quella che ha stoppato un'azione di Cutrone. «A loro», ha attaccato Romagnoli, «lasciavano finire l'azione e ci facevano cag... sotto ogni volta, perché comunque entrava il pallone. A noi alzavano subito la bandierina».
Tv. La Supercoppa italiana ha ottenuto mercoledì sera un grande successo anche in televisione, con oltre 10 milioni di telespettatori collegati per seguire i minuti finali della partita, quando quasi il 40% dei televisori accesi in Italia era sintonizzato sul match trasmesso da Rai 1 in diretta da Gedda. La gara di Supercoppa italiana è il miglior ascolto stagionale per incontri tra club trasmessi in chiaro.
Paolo Cappelleri

