«Ho visto un boemo diverso, squadra più equilibrata»

6 Ottobre 2017

Foscarini 13 anni al Cittadella: «I veneti sono pericolosi. Quella volta che sfiorai la panchina del Pescara...»

PESCARA. A Cittadella è una vera istituzione. Tredici anni in panchina, tra settore giovanile e prima squadra, per l’allenatore Claudio Foscarini. Amante del calcio propositivo e del 4-3-3, il tecnico trevigiano è sempre stato stimato dai tifosi biancazzurri. E contro il Delfino ha sempre disputato grandi partite. Nei 12 precedenti tra Cittadella, Alzano e Pro Vercelli ha collezionato 4 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte, con 18 gol fatti e 16 subiti.
Foscarini, domenica ci sarà Pescara-Cittadella. Che partita si aspetta?
«Una gara pericolosa per i biancazzurri. Il Cittadella è una squadra imprevedibile, che ha in attacco, e non solo, dei giocatori molto rapidi e pericolosi come Arrighini, Kouamé e Schenetti. Il Cittadella non ha nulla da perdere e il Pescara dovrà fare molta attenzione a non lasciare spazi agli avversari».
Come si fermano le squadre di Zeman?
«Il boemo non puoi fermarlo. Difendersi contro le sue squadre diventa quasi impossibile, quindi, gli avversari devono attaccare. Almeno io così ho fatto quando l’ho affrontato».
Che idea si è fatto del Pescara?
«Ho notato una squadra che ha un certo equilibrio. Propositiva, ma equilibrata. Ho assistito alla gara del Delfino contro la Cremonese e devo dire che non ho visto la solita squadra di Zeman. Ho visto i biancazzurri molto equilibrati e non so se la cosa è dipesa dalle indicazioni del tecnico o dalle caratteristiche dei giocatori in campo».
I suoi ricordi da tecnico del Cittadella contro il Pescara?
«L’ultima volta che ho affrontato il Pescara con il Cittadella è stata nel 2012, l’anno in cui il Delfino vinse il campionato. Una squadra fortissima con i vari Immobile, Insigne e Verratti. Ricordo la gara dell’Adriatico che perdemmo 1-0 e fece gol Sansovini. Una sconfitta immeritata perché creammo tanti problemi ai biancazzurri e diverse azioni da gol».
Qualche anno fa il suo nome è circolato con insistenza negli ambienti biancazzurri. C’è mai stata una trattativa tra lei e il Pescara?
«Sì, è vero, siamo stati vicini ma non c’è mai stata una trattativa. Sei anni fa, se non ricordo male, ebbi un contatto con una persona vicina al presidente Sebastiani. Il Delfino voleva capire la mia situazione, visto ero contrattualizzato dal Cittadella, e le mie intenzioni. Ci furono dei sondaggi, ma non ho mai approfondito il discorso con la dirigenza pescarese».
Che serie B sarà e quali sono le favorite alla vittoria finale?
«Prevedo un campionato molto equilibrato. Frosinone, Palermo, Empoli e Perugia sono squadre competitive e possono arrivare fino in fondo, come lo stesso Pescara e l’Avellino».
Quali potrebbero essere le sorprese?
«Negli ultimi la B ne regala molte e credo che quest’anno il Venezia possa recitare il ruolo di sorpresa del campionato».
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