I big si controllano, il Giro si decide oggi

28 Maggio 2022

Secondo successo di Bouwman, ma il finale è caratterizzato da Vendrame “costretto” ad andare dritto all’ultima curva

PREPOTTO (UDINE). Una conferma, anzi due. E’ il Giro d’Italia delle fughe e anche sul Santuario di Castelmonte il tentativo da lontano è andato a buon fine. Ed è il Giro d’Italia di Koen Bouwman che ieri ha alzato per la seconda volta le braccia al cielo e ha blindato la maglia azzurra di miglior scalatore. Sin dal mattino si capisce che la fuga andrà a buon fine perché senza nessun uomo di classifica davanti il gruppo lascia fare e il vantaggio diventa importante. C’è sempre Koen Bouwman che vuole portare a casa una maglia azzurra prestigiosa, ma che in cuor suo sogna il bis di Potenza. E il sogno si realizza presto perché in pochi possono avere il suo passo in salita. Ma quanti rimpianti per Andrea Vendrame: sull’ultima salita aveva tenuto i migliori e in volata poteva dire la sua, ma Schmid lo ha costretto ad andare dritto per non cadere e addio sogni di gloria. Il gruppo maglia rosa? Nessun sussulto sul temutissimo Kolorvat, ma è lotta serrata a tre con Carapaz, Landa e Hindley che nel finale se le sono date di santa ragione. Il capitano della Ineos mantiene 3” di vantaggio sull’australiano d’Abruzzo che ha trionfato sul Blockhaus. A proposito del Blockhaus: in attesa della durissima tappa di oggi, l’arrivo abruzzese è stato l’unico che ha visto lottare per la vittoria gli uomini di classifica. Ieri Giulio Ciccone è stato vicino a Lopez prima di sfilarsi (ha chiuso a 61° mentre nella generale è 26° a 1h 33’13”) per salvare la gamba in vista del tappone. Dopo Cogne il teatino vuole provare il bis, ma l’impresa non sarà facile.
Il tappone di oggi. Da Belluno fino alla Marmolada (Passo Fediaia) saranno 168 km ma forse è l’unico vero tappone di questo Giro insieme al giorno del Blockhaus. Saranno tre le salite che i corridori dovranno affrontare e sono tutte cime che hanno fatto la storia del Giro. Dopo 82 km si transiterà sul Passo di San Pellegrino (18 km al 6.2%), rapida discesa verso Canazei e inizierà il Pordoi (11.8 km al 6.8%) che con i suoi 2239 metri di quota sarà la Cima Coppi della corsa. Nuova lunga discesa prima di quella che sarà la salita che deciderà il Giro. Il Passo Fedaia, da scalare passando per Malga Ciapela, è una delle ascese più impegnative. Fatta con le tre settimane sulle gambe diventa probabilmente la più difficile. Da Caprile sono 14 km al 7.6%, ma gli ultimi 5 km di ascesa saranno micidiale. Da Malga Ciapela lunghi rettilinei sempre sopra al 10%, passando davanti alla Capanna Bill i corridori sogneranno una bevuta fresca prima di arrivare al traguardo e scoprire le bellezze della Marmolada. E attenzione al meteo: lo scorso anno la neve cancellò la salita. Oggi si farà, ma la pioggia potrebbe renderla più impegnativa. Tre settimane che saranno decise nei 5 durissimi chilometri finali. Che vinca il migliore.
Enrico Giancarli
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