I calciatori rompono il patto del 73%, ma Ulivieri (Aiac) corre in aiuto di Gravina

27 Settembre 2018

Colpo di scena verso le elezioni federali del 22 ottobre. Il cosiddetto patto del 73% (Lnd, Lega Pro, Aic e Aia) salta: sono i calciatori, per bocca del presidente dell’associazione Damiano Tommasi,...

Colpo di scena verso le elezioni federali del 22 ottobre. Il cosiddetto patto del 73% (Lnd, Lega Pro, Aic e Aia) salta: sono i calciatori, per bocca del presidente dell’associazione Damiano Tommasi, a rompere il patto con un comunicato giunto ieri sera dopo che Cosimo Sibilia (Lnd), Gabriele Gravina (Lega Pro), nella foto, e Marcello Nicchi (Aia) - accompagnati da Giancarlo Abete - avevano stretto un accordo con Renzo Ulivieri, capo degli allenatori (Aiac). «L'incontro è risultato di estrema positività», hanno fatto sapere al termine, sottolineando che «il percorso individuato rimane aperto alle altre componenti». L’intesa provoca la rottura di Tommasi. «Dispiace pensare che il calcio debba ripartire con le stesse dinamiche con le quali si è fermato, ma con l'ambizione di essere diverso. Purtroppo oggi dobbiamo certificare che il 73% tanto difeso e tanto discusso oggi non c'è più».
«L'accordo», sottolinea Tommasi, era che «nessuno dei tre candidati alle elezioni di gennaio avrebbe ripresentato la candidatura», ma «non la pensavamo tutti allo stesso modo». Cambiano i numeri, ma non la maggioranza, perché i calciatori (Aic) nelle urne pesano per il 20%, gli allenatori (Aiac) per il 10%. Di conseguenza, la maggioranza che potrebbe sostenere Gravina presidente scende al 63%. In attesa di un sì magari dalla Lega A. Oggi se ne saprà di più.