I favoriti, gli intrusi e la licenza per sognare

Il pallone rotola e rovescia pronostici e gerarchie. Alla vigilia dell’inizio del campionato né il Verona né il Pescara pensavano ai play off. Per motivazioni opposte. L’Hellas perché puntava all’imme...
Il pallone rotola e rovescia pronostici e gerarchie. Alla vigilia dell’inizio del campionato né il Verona né il Pescara pensavano ai play off. Per motivazioni opposte. L’Hellas perché puntava all’immediato ritorno in serie A, forte del blasone che si trascina dietro e di quel bel pacco di milioni del paracadute con cui ha potuto allestire la squadra che, con il Palermo, era la grande favorita per salire direttamente in A; il Pescara perché l’obiettivo era una salvezza tranquilla dopo aver tribolato le pene dell’inferno nella passata stagione chiusa con la salvezza all’ultima di campionato. La serie B, però, ha detto altro. Ha esaltato il cammino del Delfino e lastricato di insidie quello del Verona che solo all’ultima giornata si è guadagnato l’accesso ai play off. Rendimento migliore per i biancazzurri che hanno chiuso al quinto posto – poi diventato quarto per via del caso Palermo – ma la bilancia degli scontri diretti pende dalla parte dell’Hellas che ha vinto l’andata e pareggiato all’Adriatico-Cornacchia lasciando una bella impressione di sé. Più pratico il gioco del Pescara, più armonioso quello dell’Hellas che, però, ha dovuto fare i conti con le pressioni della tifoseria in aperta contestazione con la società. Dopo l’esonero del pescarese Fabio Grosso, il primo maggio scorso, però, l’ambiente veronese sembra essersi ricompattato attorno alla squadra. Si respira un’aria diversa, come se si fosse dissolta una cappa che opprimeva gli scaligeri. Lo si è visto nel preliminare vinto contro il Perugia. Il Pescara, invece, arriva all’appuntamento con la forza dei nervi distesi. E’ un intruso al gran ballo delle quattro pretendenti al terzo e ultimo posto in serie A. Non per questo deve sentirsi sazio. Al contrario. Ha la spensieratezza necessaria per esaltare le proprie qualità. Che sono diverse da quelle del Verona, ma sono pesanti. A questo punto della stagione sarebbe un delitto non provarci. Gli spareggi sono una storia a sé, esulano dal contesto del campionato. Il leggero vantaggio della migliore posizione in classifica non può essere il pilastro su cui fare leva nei 180’. Aspettare e ripartire è nelle corde della squadra di Pillon, difendersi e basta sarebbe un suicidio tattico. Il Pescara ha dalla sua l’esperienza di un organico composto da gente navigata e avvezza a questo genere di sfide. Anche una tradizione positiva. Serve una partita gagliarda questa sera per poi infiammare l’Adriatico-Cornacchia domenica. Sognare è possibile. Partire con il piede giusto è fondamentale.
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