I pescaresi sono delusi ma non depressi «Possiamo restare in A»

11 Novembre 2016

Dopo l’ultima sconfitta casalinga c’era il rischio contestazione I sostenitori assolvono Oddo e chiedono una punta alla società

PESCARA. Delusi, ma non depressi. Alla fine della partita contro l’Empoli il Pescara è stata fischiato sonoramente per la prima volta in questa stagione. C’era il rischio che la tremenda batosta compromettesse il rapporto d’amore con la tifoseria. Invece, nessuno ha voglia di abdicare. Almeno così sembra ascoltando gli umori in giro per la città. L’argomento Pescara è sempre molto gettonato e nei classici luoghi di ritrovo gli sportivi pescaresi si scambiano le loro opinioni. Ovviamente le riflessioni riportate non hanno la pretesa di rappresentare l’intera tifoseria biancazzurra, ma comunque in città si ha la sensazione che la speranza di conservare la A non sia svanita. Eppure, il rendimento attuale del Pescara è il peggiore della storia del club nella massima serie. Nonostante ciò, i tifosi credono ancora nel miracolo. E su un punto sono tutti d’accordo: a gennaio bisognerà comprare un centravanti, altrimenti la salvezza resterà un’utopia.

Davide Angrilli, professore di Robotica all’istituto Volta di Pescara. «Al Pescara manca un bomber, nonostante Oddo non lo abbia riconosciuto. Premesso che la mia stima nei confronti dell’allenatore resta invariata, però Manaj non è pronto per la serie A, mentre Bahebeck è un buon giocatore, ma già dall’anno scorso aveva accusato problemi di natura muscolare. Poi Pepe e Aquilani sono stati acquisti azzardati. Si sapeva che non avrebbero potuto dare garanzie sul piano fisico, perché avevano giocato poco negli ultimi tempi. Non sono d’accordo con chi sostiene che a questa squadra manchi un difensore. Se non si fosse fatto male Gyomber, avremmo avuto meno guai. Il problema non sono i gol incassati, ma il reparto offensivo anemico. In ogni caso continuo a fidarmi della società e dell’allenatore. Sono convinto che a gennaio con i necessari correttivi verrà fuori un Pescara competitivo che potrà lottare per la salvezza. La squadra non si abbandona mai, andrò allo stadio fino alla fine».

Fabrizio Scandura, agente finanziario. «Nel mercato sono state fatte valutazioni sbagliate. Al Pescara serviva un attaccante per sostituire Lapadula. La mancanza di solidità in avanti ha creato scompensi nella fase difensiva. La retroguardia? Al massimo avrà bisogno di un innesto, ma in attacco servono due pedine. A me Oddo piace, anche se ha sbagliato a dire che il mercato era da 10. Comunque sia, resto fiducioso e il 19 novembre sarò allo Juventus Stadium per tifare Pescara».

Maurizio Vichi, assicuratore. «La rosa non è adeguata alla serie A. Bisognava sostituire Lapadula e non è stato fatto. Poi la gara contro l’Empoli ha evidenziato le lacune difensive. Al contrario, non critico gli acquisti di Aquilani e Pepe, che sono buoni giocatori, anche se Oddo avrebbe bisogno di ragazzi che corrano e diano l’anima in campo. Però non condivido l’instabilità della piazza. Quando le cose vanno bene i pescaresi si entusiasmano, invece quando si perde criticano in modo aspro. Seguo le partite dal settore Distinti. Sa quanti insulti devo ascoltare ogni partita?».

Silvia D’Ambrosio, commessa. «Sono sfiduciata. I calciatori dovrebbero impegnarsi di più perché la salvezza è un obiettivo raggiungibile. Mi fido di Oddo, si vede che sta dando tutto per la causa. E capisco le difficoltà della dirigenza, che a livello economico non può competere con le altre, però chiedo a Sebastiani di comprarci un attaccante. Al Pescara manca un finalizzatore».

Luigi Amoroso, titolare di una pizzeria. «Oddo ci aveva sorpreso quando prese il posto di Baroni. Ogni partita riusciva ad imbrigliare gli avversari con accorgimenti tattici impeccabili. Invece, quest’anno si sta fossilizzando su un modulo senza prendere precauzioni. Dovrebbe cambiare qualcosa, perché la difesa viene spesso infilata dagli avversari con una facilità estrema. Il mio è un consiglio, poi l’allenatore saprà cosa fare. Resterò sempre dalla sua parte perché ci ha portati in A. La rosa? Mancano un centrale difensivo e una punta».

Marilena Tassano, impiegata in un’agenzia di scommesse. «Il Pescara tiene testa alle big, ma soffre le “piccole”. Bisognerebbe avere sempre lo stesso atteggiamento: gli scontri diretti vanno affrontati con maggiore determinazione. Siamo stati anche penalizzati da qualche errore arbitrale e dagli infortuni. Ma non ho perso la fiducia e lo stesso hanno fatto tanti tifosi che frequentano la nostra agenzia. Stiamo raccogliendo tante adesioni per la trasferta di Torino».

Francesco Ferri, barman. «Se a gennaio arrivassero un attaccante e un difensore centrale di spessore avremmo l’80% di possibilità di conquistare la salvezza. Oddo? La società deve continuare con lui».

Duilio Di Iulio, ristoratore. «L’organico è stato sopravvalutato, anche se parlare adesso è facile. Difficilmente il mercato di gennaio stravolgerà la situazione, non sarà semplice trovare i calciatori giusti. Le prime gare ci avevano illuso, però cambiare l’allenatore non serve, lo abbiamo già sperimentato nell’anno di Stroppa. Sarà dura salvarsi, ma tutto è possibile».

Enzo D’Ottaviantonio, titolare di un negozio di abbigliamento. «Contro l’Empoli siamo stati sfortunati. Sembrava di essere su “Scherzi a parte”. Però non sono arrabbiato, non bisogna dimenticare chi siamo. Tutto nasce dai proventi televisivi, che vengono distribuiti in modo iniquo. Ed è normale che il Delfino non possa competere con altri club. Oddo deve andare avanti con le sue idee, a Pescara ha già dimostrato il suo valore. Salvezza? Speriamo che il mercato di gennaio non si riveli un flop».

Antonello Centi Calabrese, banconista. «Il Pescara ha un bel gioco, ma non c’è un elemento in grado di finalizzare. Mi aspetto qualcosa in più da Aquilani, dovrebbe prendere in mano la squadra. Sono deluso dai risultati, però la speranza è l’ultima a morire».

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