I piani del Pescara: prima la salvezza, poi la rivoluzione

A fine stagione andrà via oltre la metà dei calciatori presenti in organico
PESCARA. Chiudere il discorso salvezza e avviare i programmi futuri. In casa biancazzurra c’è urgenza di archiviare nel migliore dei modi (e nel più breve tempo possibile) una stagione deludente. Domani il Pescara affronterà in trasferta il Novara e, in caso di successo, l’obiettivo verrà centrato con due giornate di anticipo. Potrebbe bastare anche un pareggio, ma, in tal caso, quasi sicuramente bisognerà attendere ancora per la certezza aritmetica. L’arrivo di Bepi Pillon ha sortito gli effetti desiderati e il tecnico veneto non intende abbassare la guardia. Ecco perché in Piemonte saranno tassativamente vietati cali di tensione.
Ieri i biancazzurri hanno svolto una seduta di allenamento a porte chiuse per provare gli ultimi schemi in vista della gara del Silvio Piola, dove il Pescara tornerà a distanza di poco meno di due anni. L’ultima sfida terra piemontese risale al 29 maggio 2016, quando il Delfino di Massimo Oddo, nell’andata delle semifinali play off, espugnò Novara (0-2) grazie alle reti di Gianluca Lapadula e Lucas Torreira. Il successo spianò la strada ai pescaresi che vinsero (4-2) anche il match di ritorno approdando alla finalissima contro il Trapani e poi in serie A. Quel successo al Piola è l’unica vittoria del Delfino a Novara. Domani toccherà a Pillon spezzare l’incantesimo contro un avversario che nella sua carriera ha incrociato solo due volte rimediando altrettante sconfitte. La prima, molto pesante (1-4), contro il Novara di Attilio Tesser a settembre del 2010 quando allenava il Livorno. La seconda, il 22 marzo 2014, con il suo Carpi che perse di misura (0-1, rigore di Buzzegoli).
Uno sguardo al futuro. Tornato in auge dopo tre campionati in serie C alla guida di Pisa, Padova e Alessandria (prendendo sempre le squadre in corsa), Pillon si augura di proseguire il suo lavoro in riva all’Adriatico. Anche negli anni precedenti in B era subentrato durante il torneo: Reggina 2012-13 ed Empoli 2011-12. In pratica, Pillon non guida una squadra dall’inizio dall’estate del 2010 quando allenava il Livorno. E questa potrebbe essere la volta giusta. L’allenatore di Preganziol, oltre ad aver toccato le corde giuste nello spogliatoio, ha creato un buon feeling con i tifosi che hanno apprezzato le prestazioni della squadra. Pillon ce la metterà tutta per conquistare la salvezza e poi magari sedersi al tavolo con la dirigenza.
Intanto, la società sta iniziando a pensare al prossimo campionato. A prescindere da chi siederà in panchina, l’organico subirà un profondo restyling. Ai cinque calciatori in scadenza (Baiocco, Bovo, Coda, Mazzotta e Campagnaro) quasi sicuramente non verrà prolungato il contratto. Poi ci sono dieci calciatori in prestito che faranno rientro alle società proprietarie dei loro cartellini: Fiamozzi (Genoa), Machìn (Roma), Carraro (Inter), Coulibaly (Udinese), Bàez (Fiorentina), Yamga (Chievo) Falco (Bologna), Cappelluzzo (Verona), Valzania e Capone (Atalanta). In alcuni accordi è previsto il diritto di riscatto. È il caso di Machìn che potrà diventare un calciatore biancazzurro se il Delfino verserà 1,5 milioni di euro nelle casse della Roma. E il Pescara sembra intenzionato ed esercitare l’opzione. Al contrario, salvo sorprese, Fiamozzi tornerà al Genoa, Falco al Bologna (per entrambi il diritto di riscatto è pari a 1,5 milioni), Yamga al Chievo, Bàez alla Fiorentina, Coulibaly all’Udinese e Cappelluzzo al Verona. Al contrario, i dirigenti hanno già contattato l’Inter e l’Atalanta per trattenere un altro anno Carraro e Valzania e Capone.
Biglietti Novara-Pescara. Scade stasera alle 19 la possibilità di comprare i biglietti per il settore ospiti (prezzo 13 euro più diritti di prevendita sul circuito Vivaticket). Invece, fino al fischio d’inizio, i tifosi del Pescara potranno acquistare i biglietti per gli altri settori (Curva Sud e Nord, tribuna, Distinti Est, Parterre Ovest), anche se privi di Tessera del tifoso.
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