I protagonisti del mondo dei dilettanti

Veni, vidi, vici.... La frase resa celebre dal console romano Giulio Cesare, ben si addice a quanto capitato, domenica scorsa, ad Ibrahima Ndiaye, neo acquisto del Penne. Anche al 22enne attaccante...
Veni, vidi, vici.... La frase resa celebre dal console romano Giulio Cesare, ben si addice a quanto capitato, domenica scorsa, ad Ibrahima Ndiaye, neo acquisto del Penne. Anche al 22enne attaccante senegalese, infatti, è bastata pochissimo tempo per mettersi in evidenza nelle file della formazione vestina. Come? Realizzando, con uno splendido calcio piazzato dal limite, la rete del preziosissimo (in ottica salvezza) successo colto a Montorio al Vomano dalla sua nuova squadra. «In effetti, meglio di così non potevo iniziare», conferma il diretto interessato, presentato appena 48 ore prima a stampa e tifosi. Giusto il tempo, insomma, dei convenevoli di rito e di un paio di sedute di allenamento, e l'ex nazionale olimpico ha lasciato il segno, mettendo la firma in calce sulla prima vittoria esterna (la seconda in stagione) della compagine biancorossa. «A conferma di quanto sia stata giusta la mia scelta», ribadisce il talentuoso Ibra, in Italia dal 2010 e dunque ben integrato. Dopo gli inizi nelle giovanili della D'Annunzio Marina, Ndiaye debutta a soli 18 anni in Promozione, nel Sambuceto San Paolo, per poi ripetersi con la Folgore (10 i gol all'attivo nel biennio). La vera esplosione si verifica però nelle file della Virtus Ortona quando, con 26 reti in 30 gare, vince il titolo di capocannoniere della Promozione. Un exploit che attira su di sè le attenzioni di svariati club, il più veloce dei quali a spuntarla è il Pineto. Una fiducia ben ripagata dal senegalese, che con 12 gol (tra regular season e play off) contribuisce in maniera significativa all'agognato ritorno in serie D. «Con Ammazzalorso c'era un ottimo rapporto», spiega il ragazzo, «ma gli impegni estivi nella nazionale olimpica del mio Paese mi hanno costretto ad aggregarmi in ritardo alla squadra. E proprio quando mi ero rimesso al passo con gli altri, il mister è stato esonerato, e dato che col nuovo non avevo spazio, ho preferito andar via, anche a costo di scendere di categoria». Come mai Penne? «Perchè è un club dall'illustre passato ed è allenato da un tecnico che mi ha fatto subito sentire importante, al pari della dirigenza. A Pineto lascio tanti amici, a cominciare dal presidente Brocco e dal dg Giammarino, e farò sempre il tifo per loro, ma avevo bisogno di giocare. Di sentirmi cioè di nuovo utile alla causa, e spero di poterlo fare nella mia nuova squadra che, di questo sono certo, riuscirà a centrare la salvezza».
La classifica marcatori. 10 reti: Miccichè (Francavilla), Terriaca (Amiternina, 2 rig.); 9 reti: Di Gennaro (Francavilla, 1 rig.), Orta (RC Angolana, 2 rig.); 8 reti: Augelli (Cupello, 1 rig.), Lazzarini (Alba Adriatica, 2 rig.); 7 reti: Antignani (River Chieti 65, 4 rig.), Miccichè (Francavilla), Lepre (Capistrello, 3 rig.), Torbidone (Morro d'Oro, 1 rig.).
Stefano De Cristofaro
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