I tifosi dettano la linea «Chiodi fuori, squadra al sindaco»

L’assemblea dei sostenitori dell’Aquila incalza il presidente «Azzeramento totale per ripartire senza vecchi personaggi»
L’AQUILA. Chiodi fuori, squadra al sindaco. L’assemblea dei tifosi rossoblù – formata da tante anime, dagli ultrà ai tifosi coi capelli bianchi, dai giovanissimi fino al gruppo del Supporters Trust, che si candida seriamente, oggi più che mai, a prendere parte in prima persona al futuro societario – si trova d’accordo quasi su tutto, a parte qualche sfumatura, e detta la linea in una fase di caos societario e tecnico che ciclicamente pare riproporsi nel capoluogo di regione. Con grave danno d’immagine «per tutta la città».
L’incontro, aperto a tutti i tifosi aquilani, ha avuto un buon successo. Per una domenica, visto lo stop del campionato, i sostenitori si sono spostati in massa nella Casa del volontariato per affrontare di petto la grave crisi in cui è piombato il club dopo la cacciata di Battisti, le dimissioni di Morgia e l’ammutinamento di sei calciatori. Troppe cose tutte insieme per non far pensare a un disegno preordinato, sulla pelle di chi dei colori rossoblù fa una ragione di vita. Una stagione, l’ennesima, buttata alle ortiche.
«Solo uniti possiamo essere forti...L’Aquila calcio appartiene anzitutto a chi la ama». Questo lo slogan attorno al quale si sono stretti i tifosi aquilani. La sintesi dell’assemblea è più o meno questa: il punto di partenza è il passo indietro che si chiede al presidente Corrado Chiodi, che tra calcioscommesse, retrocessioni, voli pindarici e risparmi di fine stagione ha fatto il suo tempo alla guida della società. Il messaggio è chiaro: fuori Chiodi e azzeramento della dirigenza, in tutti i ruoli. Una misura ritenuta necessaria e imprescindibile dai tifosi per evitare la riproposizione – puntualmente avvenuta dopo la disfatta interna col Flaminia, di personaggi legati a un passato che rimanda direttamente alla gestione Di Nicola. In generale, è stato ribadito che negli ambienti del calcio aquilano circolano, ormai da anni, alcuni impresentabili sui quali non saranno fatti sconti.
«Onestà e chiarezza», chiedono i tifosi, disposti persino a rinunciare, ma con nuovi interlocutori, all’imperativo contenuto nella prima parte dello slogan «Vincete o lasciate» che ha condannato Chiodi e i suoi, autori di scelte scellerate. Tutto questo, però, a patto che si azzeri tutto e si prepari la strada a un altro gruppo, da cui non verrà pretesa la luna, almeno nell’immediato, pur di rimettere in piedi la baracca.
Sarà il Supporters Trust a incontrare la società per comunicare l’orientamento della tifoseria. Per passo indietro s’intende la riconsegna, non soltanto simbolica, della squadra all’amministrazione comunale. Ovviamente, fino a fine stagione la proprietà dovrà ottemperare alla sistemazione dei conti e alla gestione ordinaria. Poi si dovranno reperire acquirenti, e qui entrerà in gioco il ruolo dei tifosi, i quali si sono confrontati sulle modalità di intervento in questa direzione. Ci sarà un gruppo delegato a seguire ogni fase del delicato passaggio. I tifosi, attraverso una serie di iniziative, intendono tenere alta l’attenzione sia sul fronte degli amministratori sia dei dirigenti. Tra i nodi da sciogliere, non ultimo, anche il paradosso di uno stadio nuovo di zecca e fruibile soltanto a metà, con la pantomima della convenzione per la gestione, altra perla di una stagione sciagurata. Ai tifosi non interessano gli incantatori di serpenti. Chiedono «onestà e chiarezza» sia ai vecchi sia ai nuovi.
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