I tormenti di Oddo Pescara, che ti succede?

Mercoledì la partita più brutta da quando il tecnico ha preso in mano la squadra E il calendario fa paura: domenica il Milan in trasferta, poi Empoli, Juve e Roma
PESCARA. Ha sempre fatto vedere un buon calcio. Il Pescara ha dimostrato in più di un'occasione che aveva trovato il suo assetto per restare in strada anche in situazioni avverse con gomme slick sull'asfalto bagnato. Aveva sempre fatto nitrire i suoi cavalli in attacco, specie quando si allargano gli spazi tra le linee. Quasi sempre, anche quando i ko sono stati pesanti. Contro l'Atalanta non è stato così. Zero tiri in porta, squadra stanca, svuotata e spaventata. Gli orobici hanno raccolto il massimo con il minimo sindacale. Non hanno concesso spazi e sono stati abili a controllare. Nessuna verticalizzazione, poca profondità e centrocampo lento. Si sperava che il rientro di Manaj potesse dare qualcosa in più, ma la prova del nove non è riuscita a risolverla il nove, Manaj per l'appunto.
Questo è il momento più buio della stagione e alle porte c'è un mese di fuoco. Nelle prossime quattro partite, i biancazzurri incontreranno le tre big del campionato come Milan, Juventus e Roma, e il prossimo 6 novembre ci sarà il match da "vita o morte" contro l'Empoli. Una gara fondamentale per il Delfino, contro una diretta concorrente per la salvezza. Non vincere contro i toscani peserebbe tantissimo sul saldo finale. Mercoledì sera è andato in scena il Pescara più brutto della gestione Oddo. Massimo Oddo, dopo il ko con la Dea, si è presentato davanti ai giornalisti molto provato. Anche il tono della voce e il tenore delle sue dichiarazioni hanno fatto capire che si è toccato il punto più basso della stagione. E qualche certezza sta venendo meno, come la qualità della rosa. Al Pescara manca come il pane un bomber e non solo.
Oddo, subito dopo la chiusura del mercato è stato bravissimo ad elogiare le politiche aziendali. «Sono molto soddisfatto e contento di quello che ho a disposizione. Il mercato per me è stato da 10», disse a settembre. Forse, ora le sue idee sono cambiate. L'allenatore adesso deve resettare tutto, svuotare la mente dei suoi calciatori e cercare di ricaricare il gruppo in vista della terribile gara in trasferta contro il Milan dell'ex Lapadula. Rigenerando qualche pedina ultimamente in flessione, come il capitano Memushaj, che troppo spesso è stato uno dei primi ad essere sostituito in queste 10 gare. L'albanese è un trascinatore, ma probabilmente negli ultimi tempi, oltre alla stanchezza, ha avvertito una leggera flessione nell'indice di importanza all'interno del gruppo. Da sottolineare un passo indietro di Biraghi, il più utilizzato insieme a Bizzarri e Caprari, che probabilmente sta accusando un normale calo fisiologico. Quella del Pescara è una situazione difficile, anche se ci sono delle attenuanti. Le assenze prolungate di Gyomber, Bahebeck, Verre e Manaj, condizionano e hanno condizionato parecchio il cammino. Bisogna stringere i denti e arrivare al mercato di gennaio "vivi". Anche se qualche innesto potrebbe arrivare nelle prossime settimane. Macheda è stato proposto di nuovo, ma è stato bocciato, e, a breve, potrebbe essere tesserato il baby Mamadou Koulibaly, che, con le dovute proporzioni, paragonano a Pogba. Il 17enne senegalese andrà ad occupare una delle caselle libere da extracomunitario.
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