Iaconi: arriverà un bomber Di Mascio valore aggiunto

Il dg: «Iachini non va lasciato solo, questo club merita di lottare per la B»
TERAMO. La scorza è dura e le parole sempre poche. Andrea Iaconi, 67 anni, dalla sua abitazione di Giulianova si racconta al Centro, tra presente e futuro del Teramo. Il dg biancorosso analizza il campionato concluso e guarda al prossimo con fiducia.
Iaconi, che bilancio traccia?
«Positivo. Calcolando quello che è accaduto con lo stop dovuto alla pandemia da coronavirus, credo che il bilancio sia positivo. Dopo un lungo stop, in poche settimane abbiamo dovuto riprendere gli allenamenti, rimettere in moto la macchina societaria e giocare i play off. Non era affatto semplice».
Dal punto di vista tecnico, però, qualche perplessità c’è.
«Di certo potevamo fare meglio e prendere qualche punto in più, ma, calcolando da dove siamo partiti, credo che, come primo anno della nuova società, sia andata bene. Non dimentichiamoci che abbiamo iniziato da zero, ricostruendo un progetto ambizioso e con tante criticità. Il presidente Iachini ha fatto degli sforzi importanti, ha acquisito strutture e la società non ha un centesimo di debito. Sono contento anche per la risposta della tifoseria, dato che abbiamo raddoppiato le presenze allo stadio, e ho apprezzato la maturità della piazza che ci è sempre stata vicina e non ci ha criticato quando forse meritavamo solo le critiche».
Che cosa si aspetta per il futuro?
«Ci sono ottime basi dalle quali ripartire. C’è ancora da fare e bisogna lavorare per rendere il progetto più valido e forte. Tuttavia, dobbiamo fare anche i conti con la realtà. Calcolando anche il periodo di lockdown che abbiamo vissuto, tanti club hanno perso soldi e potenziali entrate. Teramo compreso. Quindi, per prima cosa dobbiamo fare attenzione ai conti, senza fare il passo più lungo della gamba».
Il presidente Iachini ha detto che vorrebbe degli aiuti da parte del tessuto imprenditoriale locale. Lei che ne pensa?
«Il presidente è entrato nel calcio da neofita e ha fatto passi da gigante. Non credo che in Abruzzo negli ultimi anni ci sia stato un personaggio come lui in grado di fare investimenti importanti nel giro di così poco tempo. Oltre alla società, ha acquisito lo stadio e un centinaio di giocatori tra prima squadra e settore giovanile. Non credo che sia poco, ecco perché spero che non venga lasciato solo e mi auguro che ci siano persone in grado di accompagnarlo in questa avventura. Dopo il Pescara, questa, è la seconda realtà più importante della regione e dovrebbe essere aiutata. Così facendo si potrebbe fare il salto di qualità».
Salto di qualità inteso come serie B nel giro di un paio d’anni?
«Vedremo, a me non piace fare proclami».
D’accordo, ma può svelare che cosa succederà il prossimo anno?
«In primis consolidiamo quanto di buono costruito. Poi, con l’aiuto di tutti, si potrebbe fare il salto di qualità e provare a giocarci la promozione in B».
È stato “buono” nel tracciare il bilancio. Però, se dovesse indicare i fattori negativi, cosa si sentirebbe di dire, visto che il progetto è iniziato con un tecnico ed è stato concluso con un altro?
«L’esonero di un allenatore ha delle responsabilità ed io non mi sottraggo alle critiche. Anche io ho commesso degli errori».
A livello tecnico che Diavolo nascerà?
«Abbiamo quasi tutti i giocatori di proprietà. Io e Sandro Federico, con il quale ho un rapporto splendido, siamo stati bravi a prendere 4-5 giovani forti e che potrebbero presto finire in serie B. Ci sono delle richieste per giocatori come Piacentini, Santoro e Viero. Questa cosa fa capire che a livello tecnico il Teramo ha fatto degli investimenti sensati».
Arriverà un bomber di razza e quanti innesti state progettando?
«Siamo la squadra che ha segnato meno, quindi credo che la risposta sul bomber sia abbastanza scontata… Sugli acquisti non so cosa dire al momento perché bisogna valutare diversi aspetti».
Il primo tassello per il prossimo anno è stato subito Cetteo Di Mascio. Perché?
«Cetteo è un grande allenatore. Anzi, dirò di più, lui potrebbe tranquillamente fare il manager, l’allenatore e il responsabile delle giovanili. Ha delle competenze che in pochi hanno in Italia. Per il Teramo è un valore aggiunto, vogliamo tenercelo stretto e tanto ruoterà attorno alla sua figura».
Che serie C sarà e in quale girone spera di capitare?
«Questo è un campionato imprevedibile e credo che il prossimo sarà duro. Sul girone, poi, spero che il Teramo venga inserito nel girone B, che, geograficamente, è la sua collocazione naturale».
È vero che tempo fa stava meditando l’addio?
«No, però io sono qui per sviluppare un progetto e vorrei farlo, altrimenti ci sono tanti direttori più bravi di me in giro. Resto perché credo in questa società e vorrei continuare il lavoro fatto finora per quanto riguarda il settore giovanile, che è fondamentale».
Il colpo di mercato al quale è più affezionato?
«Federico Giampaolo. Preso a parametro zero dal Pescara e venduto al Genoa per oltre sei miliardi di lire».
Da ex ds del Pescara, crede nella salvezza del Delfino?
«Sì. Lo spero anche per il mio amico presidente. Sebastiani non merita tutte queste critiche, perché io so bene cosa vuol dire fare calcio da soli come sta facendo lui. In 10 anni ha raggiunto obiettivi molto importanti e senza di lui il calcio a Pescara avrebbe qualche problema».
Dietro il Teramo ci sono tante realtà che sgomitano in serie D.
«Sono felice per questo. L’anno scorso, però, mi è dispiaciuto tanto per il Notaresco. Per quello che hanno fatto vedere, i rossoblù meritavano la promozione in serie C. Peccato davvero».
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