Iaconi vota Zeman al Delfino: «È un fuoriclasse»

8 Giugno 2022

Il tecnico spera nel boemo: «La società lo conosce e saprebbe accontentarlo, per me è una garanzia»

PESCARA. La corsa alla panchina del Pescara si infiamma e alimenta il dibattitto (anche) tra gli addetti ai lavori. La scelta del nuovo allenatore sarà determinante per tentare l’assalto alla B dopo un campionato anonimo. Ivo Iaconi, il tecnico che nel 2003 riportò il Delfino tra i cadetti attraverso i play off, gradirebbe l’eventuale ritorno di Zdenek Zeman in riva all’Adriatico. aIl boemo è un fuoriclasse, sono un suo fan», ammette il 66enne allenatore di Giulianova. «Chiaramente, con lui servirebbe una rifondazione e si dovrebbe allestire un organico adatto al suo credo. La società lo conosce già e saprebbe accontentarlo. Per me Zeman è una garanzia». In lizza per guidare il Pescara c’è anche Alberto Colombo, 48 anni, protagonista di un ottimo torneo al timone del Monopoli. «Sarebbe una scelta diversa. Parliamo di un allenatore emergente, che ha fatto vedere belle cose a Monopoli. Anche a livello tattico credo che tra i due ci siano differenze sostanziali. In ogni caso, per quello che ha mostrato quest’anno Colombo meriterebbe la chance di allenare i biancazzurri». Prima della fine della stagione regolare, Iaconi disse che se il Pescara non avesse chiuso al terzo posto quasi sicuramente non sarebbe arrivato fino in fondo. E così è stato. «Sapevo che il percorso era pieno di insidie. In C serve un miracolo per conquistare la promozione ai play off partendo dalla quinta posizione. Comunque, il Pescara non ha mai convinto totalmente, sia con Auteri e sia con Zauri, anche se quest’ultimo ha avuto poco tempo per correggere il tiro. La lacuna più grande è che in ogni partita prendeva gol». Punto cruciale della ricostruzione, migliorare la tenuta difensiva. «Certo, una squadra che vuole vincere il campionato non può partite sempre con una rete di svantaggio». Tuttavia, a differenza di un anno fa, si può guardare al futuro con maggiore ottimismo. «Dopo una retrocessione restano tante scorie. A Pescara c’erano situazioni non facili da gestire, ad esempio la presenza di alcuni giocatori sotto contratto che volevano andare via e che invece sono rimasti. Ora lo scenario è diverso e si può programmare con maggiore serenità». (g.t.)
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