Iannone: Rossi da battere ma punto anche Marquez

27 Marzo 2015

Il giovane vastese: non mi basta arrivare davanti al mio compagno Dovizioso

PESCARA. Ci siamo, si torna a fare sul serio. Si riaccendono i riflettori sul grande spettacolo della MotoGp, si rianimano i box, i motori tornano a urlare, i fan di tutto il mondo a sognare duelli spettacolari.

Ma quest’anno nella bagarre per il podio, tra l'intramontabile Dottor Rossi e il funambolico Marquez, Pedrosa e Lorenzo, ci saranno anche le due Ducati, quella di Andrea Dovizioso e la rossa 29 di Andrea Iannone.

In particolare il pilota vastese, al terzo anno nella classe regina e all'esordio in una scuderia ufficiale, sembra deciso a uscire dal gruppo, al salto di qualità decisivo; nei test invernali è andato oltre le più rosee previsioni, ha impressionato per la facilità con la quale ha trovato feeling con la Desmosedici Gp15, progettata da Dall'Igna.

Un missile rosso che dopo pochi giri di pista pareva già competitiva. E dieci giorni fa, proprio a Losail, da dove riparte il Motomondiale, le Desmosedici sono state le più veloci in assoluto.

Oddio, prendere per oro colato l'esito dei test è rischioso, non si può mai escludere che qualcuno si nasconda, caricando dieci chili di benzina in più. Ma il cronometro non si può ingannare più di tanto, Honda e Yamaha potrebbero aver “mascherato” qualche centesimo, ma i progressi delle rosse di Borgo Panigale sono stati vistosissimi, sia rispetto ai tempi dello scorso anno con la Gp14 che rispetto alle prestazioni delle giapponesi.

In Malesia nei test di febbraio e ancor di più si è visto in Qatar, dove un pilota come Dovizioso, notoriamente non tra i top nel giro secco, è stato davanti a tutti.

In Ducati preferiscono mantenere il profilo basso, ma il clima della vigilia è assai diverso da quello dello scorso anno. Allora si parlava "avvicinarsi a Honda e Yamaha, ridurre almeno a metà il gap all'arrivo" che mediamente si attestava attorno ai 40" cioè oltre un secondo e mezzo a giro.

Le cose sono poi andate anche meglio, col ritorno sul podio dopo anni di anonimato e addirittura meglio in qualifica dove Iannone ha piazzato cinque zampate da prima fila, sfiorando più volte la pole, in particolare al Mugello.

Quest'anno dunque, pur con le cautele di cui sopra, si parte con ambizioni ben più alte. Il team manager Dall'Igna ha indicato il ritorno al successo in almeno un Gp come target ottimale, lasciando intendere che ritiene le sue moto già competitive. Ma soprattutto i piloti Ducati appaiono assai fiduciosi.

E se Dovizioso vuole aspettare il primo Gp per darsi un obiettivo stagionale, Iannone ha già spostato in alto la sua asticella.

«Non corro per il trofeo Ducati, non mi basta arrivare davanti al mio compagno, voglio stare il più in alto possibile e, sapendo che ci sarà da impegnarsi duramente, sono certo che abbiamo i mezzi per arrivarci», ha ripetuto il pilota vastese prima di volare in Qatar. Lui che lo scorso anno faceva della leadership interna al team (allora Pramac) e della competizione con le Ducati ufficiali (Dovizioso e Crutchlow) il massimo traguardo possibile, ritenendo Honda e Yamaha di un altro livello.

Alla vigilia della nuova stagione invece accarezza l'idea di tornare a misurarsi alla pari con Marquez e battagliare col suo idolo di infanzia poi grande amico ma anche rivale, Valentino Rossi.

«Marquez? È un gran pilota, il campione uscente, ovvio che sia il primo da battere, ma l’ho già fatto spesso in Moto2, quindi… Vale resta un mito, ma per arrivare in alto sono tutti da battere, cominciando dal compagno di scuderia».

«Poi, ovvio, che se “Dovi” farà bene», prosegue il pilota vastese, «ne sarò felice per lui e per il team. Abbiamo un ottimo rapporto, tra l’altro il confronto quotidiano mi consente di migliorare».

Carico come non mai, il pilota vastese sente che l’occasione per la zampata vincente ci sarà; certo, al Mugello o a Misano, sarebbe il massimo, Assen è suggestiva, ma andrebbero benissimo anche Austin o Rio Hondo (Argentina), ci mancherebbe.

Il "Maniaco", nomignolo che ormai Iannone si è ufficialmente attaccato addosso, sa che ha ancora da migliorare nella gestione della corsa, delle gomme, ma ha idee chiare sulla strategia d'attacco, che non può ovviamente prescindere da una ulteriore messa a punto della nuova moto.

«I tecnici hanno fatto un gran lavoro in inverno e negli intervalli tra i primi test. La moto va già meglio in entrata di curva e frenata», ha spiegato, «ma possiamo e dobbiamo migliorare nella percorrenza delle curve e in altri particolari, solo così potremo competere con le giapponesi».

Messa a punto che Iannone ha curato con più puntiglio del solito, anche sul piano fisico.

Ore e ore trascorse sulle pedane e con gli attrezzi nella palestra, allestita nella base operativa "AI29" di Vasto Marina, che nel frattempo è stata potenziata dal punto di vista delle attività di merchandising e delle dotazioni. Come si addice a un top driver, perbacco! «Mi piace andare a letto tardi e alzarmi tardi, quando posso», confessa nella sua autobiografia, ma «quando serve non mi risparmio, so essere sistematico, determinato, concentrato». Quasi “Maniaco”, appunto.

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