Iannone, un podio senza sorriso

23 Maggio 2016

Il pilota vastese non esulta per il terzo posto: «Poteva andare meglio»

Tornare sul podio nel Gp di casa e sulla pista più amata fin dai tempi della moto2 e sentirsi più deluso che appagato, avere più rimpianti che motivi di far festa. Insomma più una vittoria persa che un terzo posto guadagnato quello del Mugello per Andrea Iannone. Certo gran parte dei problemi se li è creati da solo ma decisamente una festa in tono minore per il vastese della Ducati sul tracciato toscano. Una partenza da dimenticare, undicesimo alla fine del primo giro, quindici tornate a testa bassa, costretto a vedersela con i vari Petrucci e Smith prima di tornare in scia ai migliori (13esimo giro) poi un finale al cardiopalma con ennesimo duello fraticida con Dovizioso, stavolta solo altamente spettacolare e vinto costringendo il compagno di scuderia a un lungo alla San Donato e subito dopo anche con l'inatteso Pedrosa, che ha tentato fino alla fine di scippargli un podio che sembrava non solo meritato ma addirittura inevitabile. Un gp senza un attimo di tregua quello del Mugello per il "Maniaco", ma alla fine, come si diceva, un Gp d'Italia pieno di rimpianti come altri forse mai da quando Iannone è in motoGp. Rimpianti per la pole persa in extremis, rimpianti per una gara rovinata in maniera irreparabile nei primi metri, rimpianti forse anche per una gestione di gara intelligente e fruttuosa pur senza risparmiarsi ma che adottata in altre circostanze forse avrebbe aiutato a rimpinguare il bottino di punti mondiali e, chissà, indurre Ducati a qualche riflessione in più. Rimpianti che Iannone non maschera più di tanto, anzi per niente a fine gara. «Sono deluso, la partenza è stata un disastro», sbotta ancor prima di salire sul podio, «la frizione scivolava, la moto si è impennata. Poi ho spinto per tutta la gara. Fortuna che con le gomme c'era buon feeling, finalmente. Ma alla fine non posso che sentirmi deluso, il podio è buono ma poteva andare meglio. Peccato». Già, peccato. E magari qualcuno noterà che per la prima volta, almeno nelle dichiarazioni a caldo, Iannone non ha citato il team.