Il Bologna segna, rimedia Matri Sfida tra papà Di Francesco e figlio
BOLOGNA. Come una settimana fa contro la Lazio, anche con il Sassuolo la beffa per il Bologna arriva nel finale, quando la vittoria sembrava ormai in tasca. Questa volta è Matri a rimediare,...
BOLOGNA. Come una settimana fa contro la Lazio, anche con il Sassuolo la beffa per il Bologna arriva nel finale, quando la vittoria sembrava ormai in tasca. Questa volta è Matri a rimediare, sfruttando un’indecisione della difesa. Finisce così in parità una sfida giocata a viso aperto tra due belle realtà della serie A, che aveva visto fin lì i padroni di casa legittimare il vantaggio di Verdi, ma col senno di poi sprecare troppo. Così, i quattro punti persi in sette giorni rendono un’amara consolazione la conferma di avere un giocatore che di nome fa Verdi, ma che ormai è pronto per l’azzurro. Venerdì Giampiero Ventura in visita a Casteldebole era stato chiaro: se continua così potrà essere protagonista e ritagliarsi uno spazio in Nazionale. Il numero 9 rossoblù ci mette meno di 10 minuti a rispondere alla chiamata e lo fa con un altro capolavoro, il suo quarto in campionato. Irrati giudica fallosa la scivolata di Cannavaro su Taider: Verdi si sistema la palla e l’esecuzione è quasi didattica, con Consigli immobile, la palla sopra la barriera e sotto la traversa, scheggiata per dare alla rete un taglio ancor più spettacolare. Il Sassuolo reagisce ma è la squadra di casa ad imporsi fino a colpire anche una traversa con Torosidis.
Di Francesco decide allora di giocarsi tutto, con Politano per Sensi, di fatto un 4-2-4, per alzare baricentro. Ma se gli ospiti aumentano la spinta, sono ancora i padroni di casa a essere pericolosi. Ma nell’unica indecisione di Maietta e Helander, al 40’, si infila Matri, appena entrato, ma pronto a superare Da Costa in uscita con un tocco dolce e sufficiente a gelare lo stadio. Giusto il tempo per Di Francesco di veder entrare il figlio Federico nelle fila avversarie: «È stato bravo, quando è entrato un po’ di timore ce l’avevo».

