Il Bologna segna, rimedia Matri Sfida tra papà Di Francesco e figlio

24 Ottobre 2016

BOLOGNA. Come una settimana fa contro la Lazio, anche con il Sassuolo la beffa per il Bologna arriva nel finale, quando la vittoria sembrava ormai in tasca. Questa volta è Matri a rimediare,...

BOLOGNA. Come una settimana fa contro la Lazio, anche con il Sassuolo la beffa per il Bologna arriva nel finale, quando la vittoria sembrava ormai in tasca. Questa volta è Matri a rimediare, sfruttando un’indecisione della difesa. Finisce così in parità una sfida giocata a viso aperto tra due belle realtà della serie A, che aveva visto fin lì i padroni di casa legittimare il vantaggio di Verdi, ma col senno di poi sprecare troppo. Così, i quattro punti persi in sette giorni rendono un’amara consolazione la conferma di avere un giocatore che di nome fa Verdi, ma che ormai è pronto per l’azzurro. Venerdì Giampiero Ventura in visita a Casteldebole era stato chiaro: se continua così potrà essere protagonista e ritagliarsi uno spazio in Nazionale. Il numero 9 rossoblù ci mette meno di 10 minuti a rispondere alla chiamata e lo fa con un altro capolavoro, il suo quarto in campionato. Irrati giudica fallosa la scivolata di Cannavaro su Taider: Verdi si sistema la palla e l’esecuzione è quasi didattica, con Consigli immobile, la palla sopra la barriera e sotto la traversa, scheggiata per dare alla rete un taglio ancor più spettacolare. Il Sassuolo reagisce ma è la squadra di casa ad imporsi fino a colpire anche una traversa con Torosidis.

Di Francesco decide allora di giocarsi tutto, con Politano per Sensi, di fatto un 4-2-4, per alzare baricentro. Ma se gli ospiti aumentano la spinta, sono ancora i padroni di casa a essere pericolosi. Ma nell’unica indecisione di Maietta e Helander, al 40’, si infila Matri, appena entrato, ma pronto a superare Da Costa in uscita con un tocco dolce e sufficiente a gelare lo stadio. Giusto il tempo per Di Francesco di veder entrare il figlio Federico nelle fila avversarie: «È stato bravo, quando è entrato un po’ di timore ce l’avevo».