Il Cagliari vince 1-0, i cori razzisti fanno uscire Muntari

Joao Pedro segna al 23' su rigore (fallo di mano di Fornasier), il calciatore del Pescara lascia il campo prima della fine
CAGLIARI. Con una rete di Joao Pedro su rigore nel primo tempo, il Cagliari vince col minimo sforzo al Sant’Elia il match contro il Pescara di Zeman, già condannato dalla matematica alla serie B e, negli ultimi minuti di gioco, rimasto in dieci per la protesta di Sulley Muntari contro i cori dei tifosi cagliaritani. Il primo squillo offensivo della gara arriva dopo appena quattro minuti dal fischio di inizio con Memushaj che, servito in profondità da Benali, calcia di sinistro verso la porta avversaria ma è bravo Rafael a non farsi sorprendere e a neutralizzare la conclusione del nazionale albanese. La risposta della squadra di Rastelli, ordinata ma poco propositiva, arriva su iniziativa del solito Borriello che, al 15’, imbeccato da Pisacane con un cross dalla destra, anticipa la retroguardia pescarese e di testa colpisce il pallone spedendolo fuori di pochi centimetri. L’occasione sprecata segna l’inizio della gara del Cagliari che dopo una lunga fase di pressione, al 22’, cerca nuovamente la rete con Joao Pedro che, dal limite dell’area, calcia verso la rete a botta sicura ma Fornasier nel tentativo di deviare il pallone tocca con un braccio. Minelli indica immediatamente il dischetto del calcio di rigore e dagli undici metri lo stesso Joao Pedro batte Fiorillo calciando di potenza per il parziale 1-0. La rete del vantaggio mette le ali ai piedi ai padroni di casa che un minuto appena un minuto dopo vanno vicinissimi al 2-0: Murru, in discesa solitaria, crossa per la testa di Borriello che di testa incorna benissimo ma Fiorillo è reattivo e si supera con un intervento che salva il Pescara chiudendo la prima frazione di gara sull’1-0.
Al ritorno in campo dagli spogliatoi il Cagliari riprende a macinare gioco ma, al 4’, è il Pescara a rendersi pericoloso con Caprari che, dalla sinistra, fa tutto da solo e dopo essere entrato in area di rigore avversaria lascia partire un tiro-cross deviato in corner dalla retroguardia sarda. Al 7’, il Cagliari prova risponde agli avversari con una ripartenza innescata da Tachtsidis che tocca in profondità per Borriello che calcia bene di prima intenzione ma Fiorillo respinge d’istinto, negando il gol all’ex giocatore del Milan. Scampato il pericolo, il Pescara si allunga clamorosamente e il Cagliari, fino a quel momento più attento alla gestione del pallone e del risultato, alza vistosamente il proprio baricentro e, al 22’, Murru, su sponda di un Borriello in grandissime condizioni, calcia sul palo più lontano ma il pallone seppur di poco finisce fuori. Il Pescara prova a riorganizzarsi e con una azione corale avvolgente, al 26’, Benali ci prova con una mezza girata ma Rafael non si lascia sorprendere salvando il l’1-0 che regala ai sardi la vittoria. Il finale di partita è stato invece rovinato dai cori razzisti all'indirizzo di Sulley Muntari. Il diverbio con i tifosi del Cagliari è scoppiato mentre andava a raccogliere un pallone: dopo aver protestato a lungo con arbitro e quarto uomo, Muntari ha lasciato il campo prima della fine della partita. La spiegazione su cosa è accaduto l'ha data nel dopo gara Zeman: «Muntari ha sentito cori razzisti e ha chiesto di intervenire. Facciamo tante chiacchiere e poi ci si passa sopra». L'ex Milan e Inter non è nuovo ad insulti del genere e senza attendere il fischio finale dell'arbitro ha deciso di uscire dal campo, lasciando la sua squadra in 10. Anni fa, nel 2010 sempre a Cagliari, fu Eto'o dell'Inter a subire gli insulti. In quel caso la partita fu sospesa dall'arbitro e l'unica a pagare fu la società rossoblu, un'ammenda da 25 mila euro. La speranza è che il gesto eclatante di Muntari, che rischia pure una multa, serva a non far passare ancora una volta in sordina il razzismo.
IL TABELLINO DELLA PARTITA
CAGLIARI 1 - PESCARA 0
CAGLIARI (4-3-2-1): Rafael, Pisacane, Salamon, Alves, Murru, Ionita (13' st Faragò), Tachtsidis, Barella (32' st Padoin); Joao Pedro, Farias (20' st Sau), Borriello. A disposizione: Gabriel, Crosta, Capuano, Deiola, Di Gennaro, Han. All. Rastelli.
PESCARA (4-3-3): Fiorilo, Zampano, Bovo, Fornasier, Milicevic, Coulibaly (26' st Brugman), Muntari, Memushaj, Benali (26' st Kastanos) Cerri, Caprari. A disposizione: Bizzarri, Crescenzi, Coda, Bruno, Verre, Cubas, Mitrita, Muric. All. Zeman.
ARBITRO: Minelli di Varese. RETI: 23' pt Joao Pedro (rig). Angoli: 4 a 4 Spettatori: 11.125 Recupero: 2' e 4' Ammoniti: Fornasier per comportamento non regolamentare, Milicevic, Alves, Kastanos per scorrettezze, Muntari per proteste ** I GOL ** - 23' pt: Fornasier respinge di mano in area un tiro di Joao Pedro dopo lunga azione di Barella. L'arbitro concede il rigore: dal dischetto trasforma Joao Pedro.
Diverbio con i tifosi del Cagliari mentre va a raccogliere un pallone. E Muntari lascia il campo prima della fine della partita. È successo al Sant'Elia durante Cagliari- Pescara. Che cosa sia accaduto ancora è poco chiaro. L'ex Milan ha protestato a lungo con l'arbitro e con il quarto uomo. Ma, dopo l'ammonizione, ha lasciato il campo in segno di polemica. La spiegazione nel dopo gara l'ha data Zeman: «Muntari ha sentito cori razzisti e ha chiesto di intervenire. Facciamo tante chiacchiere e poi ci si passa sopra».
L'ex Milan e Inter non è nuovo ad insulti del genere e senza attendere il fischio finale dell'arbitro ha deciso di uscire dal campo, lasciando la sua squadra in 10. Anni fa, nel 2010 sempre a Cagliari, fu Eto'o dell'Inter a subire gli insulti. In quel caso la partita fu sospesa dall'arbitro e l'unica a pagare fu la società rossoblu, un'ammenda da 25 mila euro. La speranza è che il gesto eclatante di Muntari, che rischia pure una multa, serva a non far passare ancora una volta in sordina il razzismo negli stadi e che chi ha commesso il reato in questione venga sanzionato com'è giusto che sia.
«Quello che è successo oggi a Cagliari penso lo abbiate visto. Nel primo tempo loro facevano dei cori e lo faceva anche un piccolo tra il pubblico e dopo averlo richiamato gli ho dato la maglia prima di andare negli spogliatoi per dare un esempio. Nel secondo tempo, la curva ha cominciato a intonare nuovamente questi cori e allora ho risposto dicendogli ’bravì. A questo punto, l’arbitro mi ha avvicinato e mi ha detto che non dovevo parlare con loro. Io allora ho chiesto perchè non intervenisse e gli ho detto che non "ha palle" e che l’arbitro non è in campo solo per la partita ma per fare tutto». Così il centrocampista del Pescara, Sulley Muntari, ai microfoni di Sky Sport, dopo il volontario abbandono del campo per protesta nei confronti dei cori razzisti rivoltigli dalla tifoseria cagliaritana al Sant’Elia. «Dopo tutto questo sono stato ammonito perchè lui mi continuava a ripetere di non parlare con il pubblico - ha poi continuato -. Io sono rimasto calmo ma poi lui mi è venuto vicino senza fermare la partita e senza spiegarmi il perchè della mancata interruzione della gara e mi sono ’incazzatò e allora mi sono rivolto a lui e ho detto: «chi cazzo sei?». L’ex calciatore di Inter e Milan ha poi aggiunto che «se Minelli non fosse stato un arbitro sarebbe già sotto terra. Io non ero arrabbiato con i tifosi del Cagliari. Io ero arrabbiato con l’arbitro per come si è rivolto a me nonostante avessi ragione. In un momento come quello - conclude - devi avere il coraggio per fermare la gara e in questo modo soltanto le cose miglioreranno negli stadi».

