Il calcio sceglie il presidente: l’Abruzzo tifa Gravina, ma è una roulette russa

29 Gennaio 2018

Tre candidati in ordine sparso: Tommasi insiste, Sibilia sostenuto da Lotito Sono 275 i delegati, può accadere di tutto. Il Coni vorrebbe un rinvio

L’Abruzzo dello sport tifa Gabriele Gravina nella speranza che possa essere l’uomo giusto per rilanciare il calcio italiano. E’ il giorno, quello delle votazioni a Fiumicino. Inizieranno in tarda mattinata. Nessuno ha fatto un passo indietro, i candidati restano tre: Gabriele Gravina, abruzzese d’adozione, presidente della Lega Pro, Damiano Tommasi, ex centrocampista della Roma e presidnete dell’Aic, e Cosimo Sibilia, figlio di Antonio ex patron dell’Avellino, senatore di Forza Italia e presidente della Lega Nazionale dilettanti. Tutti e tre in ordine sparso, come mai si era visto nella corsa per la poltrona più importante del calcio. Dal Coni si insiste per un rinvio dell'assemblea a Fiumicino per evitare ulteriori spaccature e nomine “zoppe”, con la prospettiva di arrivare comunque ad un commissariamento pur in caso di elezione se la Lega di Serie A dovesse rimanere ancora senza guida. L'invito sembra per ora essere caduto nel vuoto, anche se alla prova dei fatti potrebbe risultare l'unica soluzione, ma intanto sono ore convulse, di riunioni e contatti forsennati, che continueranno fino a questa mattina. Lo sbocco è incerto. Si sono ritrovati in serata, ieri, già a Roma, i vertici della Lega nazionale dilettanti e quelli dell'Assocalciatori con i rispettivi presidenti-candidati per valutare tutte le opzioni di alleanze e indicare i rappresentanti in consiglio federale. Questa mattina, nell'imminenza dell'assemblea, sarà la volta della Lega Pro, ma è intenso il lavorio da parte di tutti, componenti e Leghe, serie A in testa e Aiac. I club della serie maggiore si muovono in ordine sparso e grande come sempre è l'attivismo di Claudio Lotito, che appoggia la corse di Sibilia insieme con i club di A e B che sono dalla sua parte, ma cerca anche sponde altrove. Tutti attendono di conoscere le scelte di Tommasi e della sua Aic, ago della bilancia con il suo 20% decisamente compatto e sostenuto anche dall'Aiac di Renzo Ulivieri. L'ex giallorosso tiene duro - «la nostra candidatura vuole essere un cambiamento, non si può accentuare la spaccatura che il mondo del calcio e il Paese», ha detto ieri sera - ma non sono escluse novità nelle prossime ore. Un'ipotesi è quella di un passo indietro e una convergenza su Gravina, che porterebbe ad una maggioranza certa anche se risicata, puntellata però dai voti di tante big della serie A. Il 34% detenuto dalla sua lega fa forte Sibilia, che in caso di corsa a tre potrebbe più facilmente coagulare intorno al suo nome i voti necessari a farcela. In caso di ballottaggio - esito che Gravina vede come una «sconfitta per il movimento» - il senatore di Forza Italia si dice «certo di essere uno dei due protagonisti». Gli appelli generali per una ricerca di unità sono rimasti lettera morta. L'esito di oggi è legato alla partita a scacchi che si giocherà nelle prossime ore, ma incombe anche il rischio schede bianche che impedirebbe una elezione obbligando a rinviare tutto. Serve un equilibrio che sarò duro da trovare.
Chi vota. Sono 275 i delegati in rappresentanza delle varie componenti: 20 della Lega di A, 22 della Lega di B, 56 della Lega Pro, 90 della Lega Nazionale dilettanti, 52 dei calciatori, 26 degli allenatori, 9 degli arbitri. I 275 delegati, in base al peso delle rispettive componenti, esprimono 516 voti.
Come funziona. Per l’elezione del nuovo presidente della Figc serve il 75% dei voti al primo scrutinio; al secondo ne bastano il 66%; al terzo c’è bisogno della maggioranza (50%+1). Dopodiché si procede al ballottaggio tra i due candidati che hanno preso più voti e viene eletto quello che ottiene la maggioranza.
Gli abruzzesi. I delegati abruzzesi della Lnd sono l’avvocato Giovanni Sorgi (San Giuseppe da Caruscino), Pierluigi Ricchioni (Sant’Omero) e Antonio Marini (Montorio 88).
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA