Il calcio si stringe attorno alla famiglia Sala È di Emiliano il corpo recuperato in mare

9 Febbraio 2019

La famiglia di Emiliano Sala e il mondo del calcio hanno ora un corpo su cui piangere. Le ultime certezze sono arrivate ieri notte da un medico legale del Dorset, in Inghilterra, che ha identificato...

La famiglia di Emiliano Sala e il mondo del calcio hanno ora un corpo su cui piangere. Le ultime certezze sono arrivate ieri notte da un medico legale del Dorset, in Inghilterra, che ha identificato i resti recuperati a oltre 60 metri di profondità nel pezzo di relitto del Piper Malibu inabissatosi la sera del 21 gennaio nella Manica, al largo dell'isola di Guernsey, come quelli dell'attaccante 28enne, argentino di origini italiane, unico passeggero del piccolo aereo pilotato da David Ibbotson. Un epilogo triste che chiude il cerchio della disperata ricerca in mare portata avanti anche da specialisti privati per conto della famiglia Sala - grazie a una colletta popolare - dopo lo stop della macchina pubblica dei soccorsi deciso dalle autorità a due giorni dall'incidente. Il dolore dei familiari è irrimediabile, ma almeno sarà un po’ alleviato dal fatto di poter dare sepoltura al ragazzo. Al lutto si uniscono tanti protagonisti del football. Il Nantes, che aveva appena ceduto Sala nel mercato di gennaio ai gallesi del Cardiff City, ha annunciato il ritiro della maglia numero 9, indossata per 4 anni da Emiliano e onorata a suon di gol. Omaggi arrivano da tutto il mondo, ma oltre il lutto restano le polemiche. Quelle sui responsabili della scelta del piccolo Piper per un viaggio non breve, un volo notturno e in condizioni meteo difficili. E quelle innescate dagli stessi vertici del Nantes, che - retorica delle lacrime a parte - non hanno atteso nemmeno il recupero del corpo per intimare al City di saldare la prima rata dei 16 milioni di euro concordati per la cessione del giocatore appena due giorni prima che la Manica lo inghiottisse.