Il calcio è un’azienda da 4,5 miliardi di fatturato

18 Ottobre 2018

I numeri nel bilancio integrato Figc: 1,4 milioni di tesserati, più soldi per giovanili e donne

MILANO. In Italia in media parliamo 8 ore a testa ogni settimana di calcio, un settore con un fatturato da 4,5 miliardi di euro. I numeri che testimoniano il ruolo fondamentale di questo sport nel nostro Paese sono stati riassunti nel bilancio integrato 2017 della Figc, presentato ieri alla Libera università di lingue e comunicazione (Iulm) di Milano. Secondo il documento, redatto per la terza edizione, il calcio italiano coinvolge 4,6 milioni di praticanti e 1,4 milioni di tesserati. Per ogni euro investito in questo sport, lo Stato ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 14,4 euro.
Spulciando i numeri presenti nel bilancio integrato, emerge che il budget per lo sviluppo dei settori giovanili è cresciuto del 7,1% rispetto alla stagione 2015-2016, che i minutaggi degli italiani under 21 nelle ultime 4 stagioni di Serie A sono cresciuti del 4,6% l’anno, grazie anche ai 141,7 milioni di euro messi a disposizione per i vivai.
Il documento si basa sulla rendicontazione e sulla trasparenza di tutte le attività svolte a livello federale, cercando di rispondere alla domanda di quanto il calcio possa essere un fattore di sviluppo per il Paese.
«Con questo bilancio», ha commentato Michele Uva, direttore generale della Figc dal 2014, «raccontiamo alle persone che amano e che seguono il calcio, che sono 50 milioni, che la Federazione non è solo la Nazionale, ma è tante altre cose. Noi raccontiamo cosa siamo con i risultati raggiunti», ha spiegato Uva, «dalla valorizzazione delle squadre nazionali grazie ad un miglior rapporto con i club, che ci ha portato a un miglioramento del ranking in tutte le categorie, al potenziamento dell’attività giovanile attraverso i centri federali e del calcio femminile, attraverso l’obbligo per le società professionistiche di avere una sezione femminile».
Il direttore generale, ha inoltre sottolineato che «ottimi risultati li abbiamo ottenuti sia nella qualità dei nostri tecnici che dei nostri arbitri, ma abbiamo anche sviluppato azioni tese alla sostenibilità del sistema, organizzato grandi eventi a partire dalla finale della Champions League del 2016 e sviluppato il nostro impegno sociale. Tra gli obiettivi futuri abbiamo», ha proseguito Uva, «c’è quello di trasferire il Museo del calcio da Coverciano al centro di Firenze. Siamo un’azienda sana, che guarda il futuro controllando i costi», ha proseguito Uva, «abbiamo aumentato il patrimonio di 20 milioni, riserve per 40 milioni e una disponibilità di 80 milioni pur prendendo 50 milioni in meno dal Coni rispetto al passato».
Intervenendo sulle elezioni per il rinnovo della presidenza federale del 22 ottobre, Uva ha espresso apprezzamenti per il programma del candidato unico, Gabriele Gravina, che comunque non ha intenzione di riconfermare l’attuale dg.